Se le vendite raccontano il presente, i mercati provano a prezzare il futuro. questo vale in qualsiasi settore, ma ora è il mercato e i produttori di auto elettriche a essere sotto i riflettori e sotto il fuoco degli investitori. Gabriel Debach, market analyst di eToro, fa il punto della situazione e indica vincenti e perdenti.
Il 2025 ha premiato chi ha saputo combinare crescita e credibilità. Xpeng è l’eccezione più evidente: non solo ha ribaltato i volumi rispetto al 2024, ma è anche il miglior titolo del settore da inizio anno, con un rendimento superiore al +55%. BYD, nonostante un rally che ha toccato 14 massimi storici, oggi è in “correzione tecnica”, in calo del 20% dai massimi, scontando la corsa ai volumi e la compressione dei margini. Tesla, invece, cede oltre il 21% e resta distante il 35% dai massimi, mentre la narrativa si fa più fragile e il business più esposto. Nio arranca, Li Auto si difende, ma la selezione è netta. I mercati iniziano a premiare meno l’ambizione, più la sostenibilità.

Le valutazioni lo dicono con chiarezza. Il grafico racconta più di quanto sembri. A colpo d’occhio, Tesla si conferma come l’eccezione che polarizza l’intero comparto: P/E forward oltre 150x, P/E trailing su livelli altrettanto estremi. Nessun altro gruppo auto si avvicina, né per aspettative né per prezzo incorporato. Il titolo continua a scontare un posizionamento più da tech stock che da produttore industriale, ma in un contesto di crescita rallentata e margini in calo, il rischio è che questa valutazione inizi a pesare più di quanto sostenga. Ma èuna storia vecchia per il titolo.
Subito dietro, BYD mostra un comportamento opposto: è la seconda auto company per P/E forward nel gruppo analizzato, con multipli attesi intorno alle 30x. Ma sul trailing l’azienda non si stacca eccessivamente dalla massa: la distanza tra aspettative e utili realizzati indica che la fiducia degli investitori è ancora alta, ma la compressione dei margini potrebbe mettere pressione anche sui multipli a venire. E poi c’è SAIC Motor, silenziosamente in alto a sinistra. L’unica, oltre Tesla, con un P/E trailing significativo e sopra il cluster. Nel complesso, l’intero settore auto appare schiacciato in basso a sinistra, con multipli forward tra 5 e 20x.
Chi regge i margini, regge la narrazione. Il grafico svela il cuore della battaglia industriale in corso: non chi cresce di più, ma chi riesce a trattenere valore.

In alto a destra, dove pochi arrivano, ci sono Tata Motors e Toyota. Tata è la regina del margine lordo, con un impressionante 45,3% e un percentile storico (ultimi 5 anni) all’89°: numeri che raccontano non solo una buona annata, ma una continuità operativa rara nel settore. Toyota, con un margine del 19,9% e nel percentile 100, è l’esempio di una forza costante, non eclatante, ma difficilissima da replicare. Subito dietro, Honda, Suzuki, Kia, Hyundai e Mazda si confermano solidi: tutti sopra il 20% di margine e con percentili storici che oscillano tra il 37 e l’84. BYD, con un 19%, paga il prezzo di una competizione feroce, ma mantiene la redditività, almeno per ora. Più in basso, XPeng sorprende con un percentile massimo (100), a fronte di un margine ancora modesto (15,2%). Il messaggio del mercato è chiaro: qui c’è fiducia nel potenziale, ma la realtà industriale deve ancora allinearsi.
Al centro del grafico, tra il 10% e il 18% di margine, troviamo la vecchia guardia europea e americana. BMW, Mercedes, Volkswagen, GM, Ford: tutte sotto pressione, con margini più compressi e storie che il mercato fatica a proiettare in avanti. Tesla è il grande tema: 17,7% di margine lordo ma percentile zero.
Chi è in alto, ha margini. Chi è a destra, ha storia. Chi è al centro, ha tempo.
Ma chi è in basso, ha un problema. E oggi il tempo, nei mercati, costa.