Bitcoin vs oro: perché la criptovaluta non può sostituire il metallo giallo? Il Bitcoin ha fatto notizia per tutto il 2025, passando da 93.462 dollari a inizio anno a un picco di 126.272 dollari il 6 ottobre. Una corsa che ha alimentato paragoni con l’oro come alternativa al dollaro statunitense. Ma le recenti tensioni commerciali tra USA e Cina hanno messo in luce le differenze fondamentali tra questi due asset. Senza contare la discesa di oltre il 20% della criptrovaluta nelle ultime settimane contro un calo del 10% circa dell’oro. Bitcoin vs oro: ecco perché la criptovaluta non può sostituire il metallo giallo.
“Sebbene sia Bitcoin che oro tendano ad apprezzarsi quando il dollaro si indebolisce, Bitcoin non si comporta come un bene rifugio quando il sentiment di mercato si deteriora”, spiega Nannette Hechler-Fayd’herbe, Head of Investment Strategy, Sustainability and Research, CIO EMEA di Lombard Odier. “Il recente forte rally dei prezzi dell’oro ha lasciato Bitcoin indietro, ricordando agli investitori che Bitcoin prospera in ambienti di liquidità abbondante – a condizione che il sentiment di mercato rimanga positivo”.
I numeri raccontano una storia illuminante. Quest’anno, Bitcoin è salito del 20% in termini di dollari USA, ma solo del 6,6% in franchi svizzeri, riflettendo il deprezzamento del dollaro. L’oro, invece, è schizzato del 41% nello stesso periodo, passando da 2.386 franchi svizzeri l’oncia a 3.286 franchi.
“A inizio anno, un Bitcoin acquistava 35,6 once d’oro; oggi ne compra solo 26,7”, evidenzia Hechler-Fayd’herbe. Nel periodo 2020-2025, il prezzo del Bitcoin in oro ha registrato oscillazioni estreme, da minimi di 10 once durante il ciclo di rialzo dei tassi del 2022 a massimi di 35 once nel 2021, 2024 e quest’anno.
La differenza cruciale sta nella volatilità. La volatilità annuale dell’oro si aggira intorno al 17% in dollari USA – simile a quella delle azioni globali – mentre quella del Bitcoin è diverse volte superiore.
“Questo significa che anche una modesta allocazione del 2% in Bitcoin in un portafoglio ben diversificato a rischio medio potrebbe contribuire circa il 10% alla volatilità complessiva”, avverte l’esperta. “Qualsiasi allocazione più elevata finirebbe rapidamente per guidare la maggior parte della volatilità di un portafoglio”.
“Le criptovalute, incluso Bitcoin, possono svolgere un ruolo come veicolo di investimento, come dimostrato dal loro crescente utilizzo nelle transazioni e dalla capitalizzazione”, conclude Hechler-Fayd’herbe. “Tuttavia, la loro volatilità e i drawdown estremi significano che non sono né asset né riserve di valore paragonabili a quelli che deteniamo nelle nostre allocazioni strategiche”.
Un monito chiaro per gli investitori: Bitcoin può brillare, ma non sostituisce l’oro quando il cielo si fa scuro.