Per i Cani del Ftse Mib la pagella rimane ampiamente positiva nei primi cinque mesi del 2024. Il Ftse Mib nel periodo è salito del 12% circa, rimanendo tra i migliori indici continentali. Ma ancora meglio hanno fatto i Cani del Ftse Mib che sono ben sopra l’indice. Il portafoglio PPP ad esempio ha superato il +93% (compreso il dividendo). Più in generale, tutti e tre i portafogli dei Cani del Ftse Mib battono il paniere in questo primo scorcio dell’anno.

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I Cani del Ftse Mib non sono altro che portafogli costruiti utilizzando solo titoli dell’omonimo indice di Piazza Affari. Il risultato, quindi, ancora una volta dà ragione alla teoria del gestore statunitense Michael O’Higgins. Ma vediamo i numeri in dettaglio.

Il Portafoglio “Cani del Ftse Mib” è una classica strategia “lazy” azionaria. Ne abbiamo parlato nel nuovo libro “Lazy Portfolio” (ed. Hoepli) che potete trovare nelle migliori librerie, oppure qui su Amazon.

I risultati dei “Cani 2024

I tre portafogli segnano per ora risultati tutti superiori all’indice di riferimento. In dettaglio, quello “10 dogs” si attesta al +23,5%, grazie soprattutto ai risultati di Unipol (+93,5%), Intesa SanPaolo (+41,4%), Generali (+32%) e Banca Mediolanum (+28,9%). Più performante il portafoglio “5 dogs” (+32,5%), mentre abbiamo già vito che quello cosiddetto “PPP”, composto solo da Unipol svetta con un +93,5%.

Nel frattempo quasi tutte le società hanno già distribuito i dividendi.

La tabella qui sotto riporta in dettaglio i risultati dei titoli che compongono i tre portafogli.

Come si costruiscono i portafogli

Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib. Ordinando i 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs”: alla base del metodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. I due portafogli sono tutti equipesati, ovvero ogni singolo titolo all’inizio ha la stessa percentuale di allocazione.

Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato.

Nel passato, storicamente, i vari portafogli sul Ftse Mib si sono ben comportati. Ne abbiamo parlato diffusamente nel libro “La Ruota dei mercati finanziari” edito da Hoepli. Seguiamo mese per mese la performance dei “Cani 2024” e vedremo se continueranno a performare meglio de

Di Massimiliano Malandra

Co-founder di questo sito. Analista fondamentale e quantitativo, socio Aiaf e giornalista professionista dal 2002. Esperto di approccio risk parity. Autore di vari libri.