L’intelligenza artificiale è già tra di noi e aiuta (o sostituisce) l’uomo in molte funzioni e in diversi settori, dal manifatturiero all’healthcare. Un altro comparto in cui sarà di supporto alla ricerca è quello dello spazio. A questo tema è dedicata la riflessione di Rolando Grandi, gestore azioni internazionali tematiche di La Financière de l’Echiquier che ospitiamo qui sotto.

Nel 2024 la NASA svolgerà diverse missioni di scienza della Terra che dovrebbero generare un quarto di milione di terabyte di dati satellitari, pari a 25.000 volte l’insieme dei documenti stampati contenuti nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Lo scorso agosto, l’agenzia statunitense annunciava la creazione di un tool grazie a una partnership pubblico-privata con IBM Research che coniuga l’Intelligenza Artificiale (AI) e i dati geospaziali. Basato su un modello di AI open-source, il dispositivo è progettato per agevolare l’utilizzo dell’ingente quantità, senza precedenti, di dati raccolti.  Consentirà, in particolare, di tracciare gli impatti del cambiamento climatico o dell’uso del suolo, di monitorare i disastri naturali e di prevedere le rese agricole. 

Con la nuova generazione di satelliti digitali in orbita terrestre bassa, l’intelligence geospaziale sfrutta una quantità sempre maggiore di dati affidabili, in tempo reale e ad alta risoluzione. I progressi tecnologici stanno sostenendo questo mercato in rapida evoluzione. Il mercato globale dell’osservazione della Terra dovrebbe infatti passare da 67,4 miliardi di dollari nel 2022 a 119,9 miliardi di dollari entro il 2027, pari a un tasso di crescita medio annuo del 12,2%. A lungo appannaggio dell’industria della difesa, i dati geospaziali ora accessibili a tutti i settori consentono di rispondere a molte sfide e il ricorso all’Intelligenza Artificiale per poterli elaborare apre prospettive mozzafiato.

Il colosso americano Microsoft ha progettato una soluzione per aumentare la visibilità della Terra – una sfida in sé dato che il 67% del pianeta è coperto da nuvole opache. L’analisi AI dei dati spaziali potrebbe essere anche un prezioso alleato per la biodiversità marina e gli oceani, che producono più del 50% dell’ossigeno del pianeta. Sviluppato dal programma europeo di osservazione della Terra Copernicus e alimentato dai dati dell’ESA, MyOcean Pro mappa gli oceani per aiutare a gestire le acque, le aree costiere e le risorse marine. Basato su algoritmi proprietari, questo tool di visualizzazione misura la temperatura e il livello dell’acqua, il tasso di ossigeno e l’acidità. 

L’Intelligenza Artificiale viene anche utilizzata per elaborare i dati spaziali a fini climatici. Dei 50 indicatori identificati dalle Nazioni Unite per monitorare il cambiamento climatico, più della metà provengono attualmente da immagini satellitari. Convinto che l’Intelligenza Artificiale e le immagini satellitari possano trasformare la gestione del riscaldamento globale, Kayrros, leader nell’Intelligenza ambientale e nell’analisi del clima e dell’energia attraverso le immagini satellitari, intende guidare l’industria e le politiche pubbliche nella transizione ecologica. Allo scopo, raccoglie dati geospaziali in tempo reale, che vengono poi elaborati grazie ad algoritmi proprietari per produrre misurazioni precise.

I dati geospaziali consentono di valutare e modellizzare i rischi in modo affidabile, e quindi di anticiparli con maggiore efficacia in tutti i settori, dalla finanza alle assicurazioni, dall’agricoltura ai servizi antincendio. Poiché i vigili del fuoco possono utilizzare i dati geospaziali per individuare le aree a rischio, lo specialista francese delle tecnologie di geo-analisi ha sviluppato per Axa un servizio di prevenzione del rischio di incendi boschivi. Il modello utilizzato da Kayrros consente inoltre di monitorare in tempo reale le emissioni di CO2, i volumi di carbonio sequestrato dalla vegetazione e l’individuazione di fughe di metano su scala globale. La posta in gioco è alta: il potere calorifico del metano è 84 volte superiore a quello della CO2 nell’arco di vent’anni.

L’adozione massiccia dell’AI da parte del settore spaziale sta a indicare due grandi tendenze che caratterizzeranno il prossimo decennio. L’ascesa dell’AI, da un lato, che si sta diffondendo in tutti i settori e fornisce soluzioni concrete. L’elaborazione di un volume sempre maggiore di dati spaziali sarebbe infatti impossibile senza l’automazione e sta a indicare il secondo trend: la forte spinta all’innovazione promossa dal settore spaziale, che sta adottando le tecnologie più avanzate e si sta aprendo a nuovi mercati commerciali.

La Financière de l’Echiquier individua in questa sinergia un terreno di investimento fertile per l’innovazione e una fonte di opportunità a lungo termine. Se il futuro è sempre incerto, una cosa invece non lo è: il vertiginoso progresso di queste due tematiche continuerà a superare le nostre aspettative più ambiziose. Il decollo è imminente.

Disclaimer: Le opinioni espresse nel documento riflettono le convinzioni del gestore e non impegnano in alcun caso la responsabilità di LFDE. I titoli citati sono esemplificativi. Né la loro presenza in portafoglio, né le loro performance sono garantite. Investire in questa tematica comporta dei rischi e, in particolare, un rischio di perdita di capitale, rischio azionario, rischio di cambio, rischio Paesi emergenti e rischio di gestione discrezionale.


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