In questo breve articolo, per rispondere ai dubbi di molti lettori e clienti sul crescente rischio di un’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, riportiamo il pensiero di Mario Cribari, Partner e responsabile della strategia e ricerca di BlueStar Investment Managers, società di gestione degli investimenti indipendente, fondata nel 2016 a Lugano.

Mario Cribari – Fonte: BlueStar IM

Il pensiero di Cribari sul rischio invasione

L’opinione di Mario Cribari è abbastanza ottimista. E spiega che: “Personalmente assegno una probabilità inferiore al 50% all’eventualità che la Russia possa invadere l’Ucraina. Tuttavia l’equilibrio del portafoglio d’investimento non può non tener conto di questo elemento di rischio ed è bene considerare con attenzione l’esposizione ad alcune specifiche asset class“.

Al momento, nonostante lo stallo dei colloqui diplomatici tra Russia, Nato, Ocse e Stati Uniti, gli osservatori considerano ancora prevalenti i fattori a favore dello status quo in Ucraina.

Nelle situazioni di incertezza, però, è sempre importante  prendere in considerazione le implicazioni dei possibili scenari di crisi, per non farsi trovare impreparati se gli eventi dovessero precipitare.

Sette fattori di attenzione

In uno scenario di escalation sul fronte ucraino – spiega Cribari — vediamo sette fattori di attenzione per il portafoglio. Il primo consiglio è quello di evitare gli investimenti sui Paesi dell’Europa orientale più esposti al conflitto, in via diretta o indiretta: dall’Ungheria alla Polonia e alle Repubbliche baltiche. 

Il secondo è quello di evitare, in un primo tempo, un’eccessiva esposizione sull’Eurozona, se non altro per le implicazioni economiche dell’aumento dei costi energetici. Terzo, è prevedibile che, almeno in un primo momento, l’euro si indebolirebbe a favore del dollaro.

Quarto elemento: i prezzi delle commodities potrebbero invece crescere, soprattutto il petrolio e, in parte, anche l’oro. E quinto, potrebbero risentirne moderatamente in positivo i titoli della difesa, anche quelli europei.

Infine, sesto elemento sicuramente positivo il tema della cybersecurity. E settimo punto, una guerra avrebbe conseguenze molto negative per le asset class russe. Qui il worst case sarebbe l’esclusione dei titoli dal circuito interbancario in dollari.

Notizie sull’Ucraina

Completiamo l’analisi di Mario Cribari con due siti di geopolitica che vi consigliamo di leggere per avere notizie fresche e commenti da esperti analisti sulla situazione in Ucraina: i siti di Limes e ISPI.

Su Limes.it trovate nella rassegna stampa del 20 gennaio il commento al recente discorso di Joe Biden che ha preso in contropiede sia gli americani sia gli alleati (e ha fatto arrabbiare il governo ucraino): «La Russia sarà ritenuta responsabile se invaderà l’Ucraina. Ma una cosa è se si tratta di una piccola incursione, e poi finiamo per litigare su cosa fare o non fare eccetera..

A questo link o cliccando sull’immagine trovate il commento di Limes.

Fonte: sito Limes.it

Sul sito dell’ISPI trovate invece questa analisi della situazione del Paese tra cyber attacchi, lo spettro dell’invasione russa e una sempre più probabile crisi politica. A questo link o cliccando l’immagine.

Fonte: sito ISPIonline.it

Foto di copertina: Foto di Kris Møklebust da Pexels


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