In Europa l’emergenza per tutti i Paesi Membri è oggi trovare nuove fonti energetiche alternative a quelle russe. Il modo più veloce è incontrare i potenti del petrolio e del gas e firmare accordi di fornitura che per quanto costosi permetteranno di allentare un poco il cappio energetico al collo dell’Eurozona.

La cogenerazione

Ma ci sono anche metodi meno ortodossi, come ci spiega in dettaglio questa analisi dal titolo “Waste not, want watts – turning waste into energy” pubblicata dalla Commissione Europea sul suo magazine Horizon a forma di Anthony King, che prende in esame due progetti di sistemi di cogenerazione (CHP) che fanno uso di bioenergia ricavata da materiali di scarto.

Vi proponiamo alcuni stralci dell’analisi (l’originale è in inglese) che vi permettono di capire di cosa stiamo parlando, mentre vi rimandiamo all’articolo completo per gli approfondimenti del caso.

Usare i sistemi di cogenerazione da biomassa “è un modo per produrre calore ed energia allo stesso tempo“, ha dichiarato Martin Stroleny di Greenovate Europe, una rete con sede a Bruxelles che sostiene le tecnologie sostenibili e l’innovazione verde. “Può far risparmiare fino al 40% di energia rispetto ai sistemi convenzionali di sola energia“.

Il progetto SmartCHP

Stroleny fa parte di un progetto finanziato dall’UE chiamato SmartCHP, che sta progettando un nuovo motore in grado di trasformare la biomassa in calore ed elettricità.

Fonte: SmartCHP

Il lavoro consiste nel modificare un motore diesel in modo che possa gestire il bio-olio invece del gasolio. Negli ultimi due anni gli scienziati e gli ingegneri del progetto hanno lavorato sui dettagli della macchina.

L’idea è quella di utilizzare innanzitutto una macchina (un impianto di pirolisi rapida) in grado di trasformare in bio-olio rifiuti organici come i noccioli di oliva, ma anche scarti forestali e agricoli. Il bio-olio verdastro può poi essere indirizzato lungo uno dei due percorsi. L’olio può essere immesso in un motore diesel modificato per generare elettricità o, se è richiesto calore, in una caldaia a gas di scarico.

Il motore sarà adatto a fornire calore ed energia ad alberghi, ospedali, scuole e persino ad alcuni edifici industriali. I test su scala reale dovrebbero essere effettuati nel 2023.

Il progetto BLAZE

Un altro progetto europeo (guidato dall’Italia) di cogenerazione è BLAZE. Gli ingegneri stanno sviluppando sistemi di cogenerazione in grado di convertire in energia i rifiuti industriali, alimentari o di legname e altre biomasse.

Fonte: sito BLAZE

Questo processo produce un gas come combustibile, che però non viene bruciato in un motore o in una turbina a gas. Il gas viene invece immesso in una cella a combustibile, un dispositivo simile a una batteria che converte le sostanze chimiche presenti nel gas in elettricità e calore. Il sistema immette poi l’elettricità nella rete elettrica, per aiutare a bilanciare i carichi ed eventualmente per compensare le carenze se l’apporto di energia eolica o solare si riduce.

Una centrale elettrica pilota sarà assemblata in Italia verso la fine di quest’anno e testata fino a maggio 2023.

Conclusioni

Questi due progetti sono l’esempio concreto che qualcosa si sta muovendo nella società civile per ridurre la dipendenza dai fossili e riutilizzare in modo virtuoso l’immensa quantità di scarti che vengono ogni giorno prodotti dall’attività umana. La strada è lunga e costosa, irta di difficoltà tecniche e lacciuoli burocratici, ma non impossibile.