Il fondo Candriam Sustainable Equity Climate Action è stato lanciato nel 2019 e si ispira a un approccio “Buy & Hold”. Ne consegue implicitamente un basso turnover che ci aspettiamo del 30-40% all’anno in futuro. Investe soprattutto nei megatrend climatici e ambientali.

“Nel 2019 è stato del 7% e del 10% nel 2020 e non è aumentato in modo significativo negli ultimi mesi – spiega il gestore Koen Popleu – All’inizio risulta molto basso, anche per la notevole crescita delle masse in gestione, cresciute di oltre un miliardo di dollari in un anno e mezzo.

Il portafoglio è costruito con un approccio fondamentale bottom-up, dove il punteggio finale sul framework finanziario e il potenziale di upside della nostra valutazione DCF giocano un ruolo importante”.

Qual è il vostro approccio agli investimenti?

È un approccio fondamentale bottom-up, che consiste in tre diverse fasi. In primo luogo, le idee di investimento vengono vagliate utilizzando un framework tematico proprietario sul cambiamento climatico. Tutte le aziende selezionate vengono identificate come fornitori di soluzioni dirette e tangibili per affrontare il climate change.

In una seconda fase, ogni azienda viene valutata sotto il profilo finanziario secondo cinque criteri fondamentali. Che sono: qualità del management, crescita aziendale, vantaggio competitivo, creazione di valore e leva finanziaria. I fattori ESG sono incorporati nel processo finanziario per valutare meglio i rischi e le opportunità.

Successivamente, le aziende vengono valutate attraverso i nostri modelli interni basati sui flussi di cassa attualizzati (DCF) per definire il fair value dell’azienda. Il portafoglio viene quindi costruito tenendo conto del punteggio finale sul quadro finanziario e del potenziale di upside della nostra valutazione DCF.

E il vostro portafoglio cosa comprende?

Attraverso questo approccio, arriviamo a un portafoglio investito sia in aziende che mitigano la loro impronta di carbonio sia in aziende che supportano l’adattamento alle conseguenze negative del cambiamento climatico e dell’inquinamento. Quest’ultimo comprende la gestione dell’acqua, la gestione dei rifiuti, il controllo dell’inquinamento atmosferico e il riciclo di prodotti e materiali. Inoltre, all’interno dell’universo delle aziende che mitigano la loro impronta di carbonio, siamo presenti in tutta la catena di valore delle opportunità di investimento legate al clima.

Ad esempio i veicoli elettrici (produttori di automobili, macchinari per la produzione di batterie, batterie, riciclaggio delle batterie, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici). Oppure le energie rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare, aziende attive nel campo dei biocarburanti e nel geotermico); soluzioni di stoccaggio dell’energia e fornitori di soluzioni di efficienza energetica (come materiali isolanti, edifici intelligenti, efficienza energetica e/o tecnologia enzimatica). Tutte le aziende che selezioniamo presentano prospettive di crescita significative dal punto di vista degli obiettivi climatici globali, sia chiari vantaggi competitivi nei settori di appartenenza.

A quali filtri economico e borsistici guardate?

Le società con chiari vantaggi competitivi nel loro settore e un vantaggio innovativo, un management stabile con un chiaro track record di performance e una visione strategica, un alto profilo di crescita e una forte generazione di free cash flow saranno il cuore del portafoglio. Viene effettuato un controllo top-down, per verificare la compatibilità con le aspettative economiche di Candriam. Poi valutiamo un’azienda attraverso i suoi flussi di cassa futuri. Naturalmente guardiamo i multipli degli utili e confrontiamo il posizionamento di un’azienda rispetto alla sua storia e al settore di appartenenza. Ma i dati sul free cash flow sono fondamentali. Insomma, un vero e proprio approccio Buy & Hold per il Candriam Sustainable Equity Climate Action.

Massimiliano Malandra

Di Massimiliano Malandra

Co-founder di questo sito. Analista fondamentale e quantitativo, socio Aiaf e giornalista professionista dal 2002. Esperto di approccio risk parity. Autore di vari libri.