Lunedì 29 agosto dalla piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center partirà il razzo SLS per la prima di una serie di missioni sempre più complesse che hanno l’obbiettivo di riportare uomini (e stavolta anche donne) sulla Luna.

Cos’è il progetto Artemis

Di Artemis ne abbiamo già parlato in una serie di articoli che trovate sul sito e che sono afferenti a tutto ciò che costituisce il nuovo settore economico della New Space Economy, ovvero lo sfruttamento commerciale dello Spazio. Un tema dei megatrend, che peraltro trovate anche in un apposito capitolo del nostro ultimo libro “Investire nei megatrend del futuro“.

Come spieghiamo nel libro, a oltre cinquant’anni dal lancio dell’Apollo 11 la corsa allo spazio sta cambiando. Oggi le agenzie governative NASA, Roscomos ed ESA sono affiancate da decine di società private come SpaceX di Elon Musk, Virgin Galactic (SPCE) di Richard Branson, Blue Origin di Jeff Bezos, Firefly e Rocket Lab per citarne solo alcune. Il primo ad aprire la porta alle società private fu Ronald Reagan, che venticinque anni fa firmò il Commercial Space Launch Act spiegando che questo avrebbe permesso di migliorare la qualità della vita sulla Terra in tempi brevi.

Nel 2009 Barack Obama istituì un comitato di studio per riportare un’astronauta americano sulla Luna entro il 2020, ma la risposta fu negativa. Oggi i tempi sono maturi grazie al miglioramento della tecnologia e all’abbattimento dei costi anche grazie all’ampio uso di componenti riusabili da una missione all’altra, tanto che il 26 marzo 2019 il vicepresidente Mike Spence ha annunciato l’obiettivo di portare gli astronauti americani sul suolo lunare entro il 2024 con il programma Artemis, finanziato con 40 miliardi di dollari.

Per sviluppare i vari componenti dei razzi e delle navicelle la NASA ha coinvolto un incredibile numero di partners tecnologici. Sul sito è possibile navigare nella mappa dei partners tra i quali molti sono quotati in Borsa. Tra questi ricordiamo che i principali sono Aerojet Rocketdyne, Boeing, Jacobs, Lockheed Martin e Northrop Grumman ma attualmente oltre 3.800 fornitori che contribuiscono a Orion, al razzo SLS e allo spazioporto lunare al Kennedy.

Grazie agli investimenti della NASA, altre aziende statunitensi, comprese le piccole imprese, stanno portando avanti le tecnologie e i sistemi necessari per una presenza duratura sulla Luna entro il 2028.

Se siete curiosi di vedere il “dietro le quinte” del progetto Artemis, la NASA ha prodotto un video introduttivo che trovate a questo link su Youtube.

video NASA artemis
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Cos’è Artemis 1

Artemis Uno sarà un test di volo senza equipaggio che fornirà le basi per estendere la presenza umana sulla Luna e oltre. La missione dimostrerà le prestazioni del razzo SLS e metterà alla prova le capacità di Orion nel corso di circa sei settimane, mentre viaggerà per circa 40.000 miglia oltre la Luna e tornerà sulla Terra. Quindi è un primo test per saggiare la bontà delle nuove tecnologie messe in campo dalla NASA con l’aiuto di una lunga serie di aziende private. Ovvero, la navicella Orion, il razzo Space Launch System (SLS) e i sistemi di terra della NASA presso il Kennedy Space Center in Florida.

In questa infografica della NASA possiamo vedere il piano di volo completo e le varie fasi della missione mentre sul sito ufficiale di Artemis potete trovare molte altre informazioni e assistere al lancio.

Fonte: NASA.gov

Se il test avrà successo aprirà la strada a un test di volo con equipaggio umano e alla futura esplorazione umana della Luna nell’ambito del progetto Artemis che dovrebbe mantenere a questo punto il crono-programma originario con la milestone del 2025, quando la missione Artemis III riporterà gli astronauti sul nostro satellite dopo 50 anni.

Fonte: Nasa.gov

Un livestream del razzo e della navicella sulla rampa di lancio è attualmente disponibile sul canale YouTube della NASA Kennedy mentre la copertura in diretta degli eventi andrà in onda su NASA Television, sull’app della NASA e sul sito web dell’agenzia, con eventi pre-lancio a partire da lunedì 22 agosto.

Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista

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