Gennaio 2024 rimarrà una data storica nella pur breve vita del Bitcoin e più in generale del mondo delle criptovalute. La Sec statunitense ha infatti approvato la quotazione di una serie di Etf su bitcoin e cripto. Un avvenimento storico che apre le porte di Wall Street (e soprattutto dei portafogli dei risparmiatori) agli investimenti in valute digitali. Il Bitcoin ha ovviamente festeggiato e il suo valore è passato dai 42mila dollari circa di inizio anno agli attuali 62mila. Insomma, un +50% secco in due mesi.

Al netto di questa performance – ma va detto che le cripto ci hanno abituato a saliscendi vertiginosi nel corso dei 15 anni circa di esistenza – e quindi dell’interesse dei trader per la sua volatilità, si tratta di un asset adatto anche agli investitori “tranquilli”? Occorre trovarvi posto in un portafoglio?

Daniele Bernardi è uno storico assertore dell’importanza delle criptovalute in un portafoglio. AD di Diaman Partners, gestisce un hedge fund dal 2020 e ha lanciato un fondo alternativo nel 2022 in Lussemburgo e il primo fondo UCITS in Europa che investe in asset legati alle criptovalute (ETP) nel giugno del 2023.

Già autore di “Investire in crypto assets consapevolmente” (ne avevamo parlato qui in passato), ora torna sul tema con il suo nuovo libro pubblicato a febbraio “12 BUONI MOTIVI PER INVESTIRE IN ASSET DIGITALI: Scopri il potenziale di Bitcoin e degli altri asset digitali come opportunità di investimento”.

In 12 capitoli distinti spiega i 12 motivi per cui gli asset digitali rappresentano un’opportunità di investimento. Dall’essere una nuova asset class alla scarsa correlazione, dai tempi di recupero dopo i drawdown alla diversificazione. Sono evidentemente parecchi i concetti affrontati. Di alcuni di essi si sente parlare con una certa frequenza, ma è con il suo linguaggio preciso e il suo “approccio da ingegnere” che Bernardi sviscera ogni tema andando a fondo nelle argomentazioni e motivazioni. È un libro agile (120 pagine circa) ma completo. “Questo libro nasce dal crescente bisogno di chiarimenti e spiegazioni che siano pratiche e trasparenti al tempo stesso – spiega l’AD di Diaman – Un bisogno che non riguarda soltanto i non addetti ai lavori, ma anche consulenti finanziari e investitori che ad oggi hanno ancora molti dubbi a riguardo”.

“È un libro che ti permette di comprendere la storia, l’andamento e le opportunità di una nuova asset class di investimento: quella digitale!” riassume Bernardi.

Ma le cripto “aiutano” veramente un portafoglio? Il tema è dibattuto, il track record storico ormai esiste anche se non è certo di lunghissimo termine (il bitcoin esiste come concetto solo da fine 2008), ma i test si possono comunque fare. Ne abbiamo parlato nel nostro libro “Lazy portfolio. I portafogli di investimento per il lungo termine”. Le simulazioni hanno riguardato l’inserimento di una quota minimale di bitcoin all’interno di un portafoglio di investimento. I risultati sono decisamente interessanti. Scoprili qui.


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Di Massimiliano Malandra

Co-founder di questo sito. Analista fondamentale e quantitativo, socio Aiaf e giornalista professionista dal 2002. Esperto di approccio risk parity. Autore di vari libri.