Jeff Bezos e Blue Origin ce l’hanno fatta! Il razzo New Shepard ha superato il test decisivo. E martedì 13 ottobre sarà ricordato come una data storica per la New Space Economy.

Il video del lancio di New Shepard

Ecco il video del test della durata di circa un’ora.

Al minuto 26 c’è la presentazione degli interni della navicella spaziale, adatti a contenere 6 turisti o astronauti nel massimo comfort e lusso. Al minuto 35 il lancio vero e proprio che dura in totale una ventina di minuti.

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Cos’è Blue Origin

Blue Origin è la società aerospaziale creata da Jeff Bezos nel 2000 con sede operativa e base di lancio nel deserto del Texas.

La società è finanziata dal capitale privato di Bezos il cui scopo ultimo è arrivare per primo sulla Luna. Per questo Bezos ha stretto accordi con la NASA per lo sviluppo della tecnologia necessaria all’ambizioso Programma di esplorazione lunare Artemis.

Il programma Artemis è finanziato con 40 miliardi di dollari e ha l’obiettivo di riportare gli astronauti sul suolo lunare entro il 2024.

Clicca la figura per scaricare il programma di esplorazione in pdf

Le tecnologie di Blue Origin

Iniziamo dal piccolo razzo New Shepard, protagonista del test di martedì 13 ottobre.

Il razzo New Shepard. Fonte: Blue Origin

New Shepard è un veicolo alto 18 metri composto da due parti: il razzo propulsore e la capsula abitabile da sei persone.

Il razzo in soli 3 minuti è capace di arrivare oltre la linea di Kármán a 100 km di altezza accelerando a più di Mach 3.

Nel punto previsto si stacca dalla capsula abitabile e ritorna sulla Terra in in volo guidato dall’intelligenza artificiale, per poi essere riusabile per altri voli.

La capsula dopo avere raggiunto l’apogeo e fluttuato per qualche minuto per fare sperimentare l’assenza di gravità ai passeggeri ritorna sulla Terra in autonomia (facendo rotta sul deserto del Texas Occidentale) aprendo i classici tre paracadute che ne frenano la velocità.

Durante il test “unmanned” del 13 ottobre New Shepard è stato dotato dell’innovativo sistema di allunaggio Splice (Safe and Precise Landing – Integrated Capabilities Evolution) che Bezos sta testando per conto della NASA.

Splice permette di identificare punti di atterraggio con una precisione mai avuta prima, garantendo la massima sicurezza nella discesa dei veicoli in punti altrimenti impossibili da raggiungere sulla Luna, ma anche su asteroidi e altri pianeti.

Oltre al piccolo lanciatore sub-orbitale New Shepard la società sta sviluppando il grande lanciatore orbitale New Glenn che dal 2021 permetterà a Bezos di mettere in orbita grandi carichi (payload) e di essere riusabile per almeno 25 lanci di fila.

Il razzo New Glenn completo sarà alto quasi 100 metri e il solo stadio Booster riusabile è alto 50 metri e porterà fino a 13 tonnellate metriche in orbita geostazionaria o fino a 45 tonnellate metriche in Low Earth Orbit!

Con questo grande lanciatore Bezos farà diretta concorrenza a Elon Musk che con i razzi Falcon della sua SpaceX è il leader attuale della corsa allo spazio dei privati.

il confronto tra lanciatori del presente e del passato. Fonte: sito Blue Origin

Oltre ai lanciatori Blue Origin sta sviluppando il modulo lunare Blue Moon che ha il duplice compito di atterrare sulla superficie e di diventare una base permanente sulla Luna per i futuri astronauti nel tempo necessario a costruire una base lunare permanente.

Il modulo lunare Blue Moon. Fonte: sito Blue Origin

Blue Origin e turismo spaziale

Il successo del test del 13 ottobre con il razzo New Shepard apre la porta del turismo spaziale a Jeff Bezos e lo fa diventare un temibile concorrente del suo rivale Richard Branson, fondatore di Virgin Galactic.

Sì, perché Bezos ha oggi più potere economico, migliore acceso alla tecnologie e alle risorse umane di Branson, pesantemente colpito in tutti i suoi business che ruotano intorno al turismo dalla pandemia del Covid-19.

C’è però da rilevare che il sistema di lancio di New Shepard è tradizionale con razzo e navicella, quindi meno flessibile del sistema di Branson basato su un aereo e un aliante, che vediamo nella foto qui sotto.

La piattaforma di volo di Virgin Galactic. Fonte sito dell’azienda

Ma dall’altro lato, l’interesse di Bezos conferma che il nascente settore del turismo spaziale è la scelta giusta per affacciarsi allo Spazio e investirci. 

Cos’è la New Space Economy

Per sapere tutto della New Space Economy guardate l’intervista “Investire nella New Space Economy” che ho rilasciato a BFC Finanza Operativa a giugno 2020 dove spiego con molti grafici e figure questo nuovo settore economico e le sue opportunità d’investimento.

clicca per vedere l’intervista completa

Ne parliamo anche nel nostro libro Investire nei megatrend del futuro, dove un intero capitolo è dedicato a questa frontiera dell’economia.

A sessant’anni dal lancio dell’Apollo 11 la corsa allo spazio sta cambiando. Oggi le agenzie governative NASA, Roscomos ed ESA sono affiancate da decine di società private come SpaceX di Elon Musk, Virgin Galactic (SPCE) di Richard Branson, Blue Origin di Jeff Bezos, Firefly e Rocket Lab, per citarne solo alcune.

Se questi imprenditori visionari investono soldi e risorse nella corsa allo spazio significa che ci vedono una nuova lucrosa frontiera dell’economia: la New Space Economy.


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