Venerdì 29 ottobre è stato il primo giorno di quotazione sul mercato Euronext Growth Milan della società italiana Defence Tech Holding S.p.A., controllante di un gruppo tra i principali leader nel settore della cyber security, dei big data, dell’intelligence, dello spazio e della difesa nazionale.

Sebbene il titolo abbia sofferto per l’alta volatilità a causa della concitazione degli scambi, l’interesse dei compratori ha prevalso e le azioni della Società hanno chiuso la seduta in rialzo, registrando un prezzo di chiusura pari a
4,63 Euro, ovvero un bel +32,29% rispetto al prezzo di collocamento di 3,50 Euro, raggiungendo una
capitalizzazione a fine giornata di circa 118 milioni di Euro.

Il grafico del giorno di quotazione

Nella giornata di venerdì scorso sono state complessivamente scambiate sul mercato n. 2.630.513 azioni, pari
ad un controvalore di oltre 12 milioni di Euro. Qui sotto vediamo il grafico orario di venerdì 29 ottobre elaborato con Tradingview.

Grafico orario del titolo – elaborazione TradingView.com

In ogni caso, la dirigenza è molto felice come spiega l’Amministratore Delegato della Società, Emilio Gisondi, in una nota. “Abbiamo raggiunto un importante traguardo”, ha commentato, evidenziando che la quotazione su Euronext Growth Milan “rappresenta non solo il risultato di un duro lavoro degli ultimi anni, ma principalmente l’inizio di un nuovo corso che ci darà l’energia, il sostegno e la forza per realizzare e implementare al meglio il piano industriale e per fare di noi un’eccellenza italiana. Sovranità tecnologica, soddisfazione degli investitori, l’idea di un progetto tutto italiano, queste le sfide che ci attendono e che siamo pronti ad affrontare”.

Sovranità tecnologica dell’Italia

Quello che mi ha colpito delle parole di Gisondi è proprio il riferimento alla “sovranità tecnologica”, un problema oggi molto sentito non solo in Italia ma in tutta Europa, in vari settori: pensiamo al problema delle reti 5G europee in cui la core technology era cinese ed ha portato al bando di Huawei in molti Paesi membri l’anno scorso, con relativo problema politico e geopolitico.

Ma pensiamo anche al fermo delle linee di produzione di automobili, elettrodomestici per la mancanza di microprocessori che arrivano dall’Asia e il cui prezzo è decuplicato in pochi mesi.

E ovviamente la cybersecurity, che si sta rivelando il tallone d’Achille di molte aziende ed enti pubblici sempre più a rischio di attacchi, come dimostrato anche dai titoli recenti dei giornali. E pensare che avevamo Olivetti, Italtel e tante altre realtà tecnologiche che sono state smantellate nel corso degli ultimi 30 anni perdendo conoscenza e capacità di sviluppo!

Per capire l’importanza della lotta al Cybercrime basta guardare alle analisi del sito specializzato Hackmageddon.com che consiglio ai nostri lettori. Qui sotto vedete la ripartizione dei target dei cyber-criminali.

Fonte: Hackmageddon.com

In molti casi gli attacchi mirano a rubare dati. Perché? Perché tutto quello che mettiamo in rete (gratis) ha un valore economico. Una ricerca del sito Invisibly.com ce lo spiega, pubblicando il listino prezzi dei dati rubati che possiamo comprare sul “dark web”.

valore economico dei nostri dati sul Dark Web – Fonte: https://www.invisibly.com/learn-blog/how-much-is-data-worth

Tra Cybersecurity e Cyber Warfare il mondo è sempre più digitale

Tornando alla società quotata venerdì, come avete letto nelle prime righe dell’articolo essa si occupa anche di intelligence, dello spazio e della difesa nazionale. Questo mi fa venire in mente un capitolo del nostro ultimo libro “Investire nei megatrend del futuro” che spiega proprio la cyber warfare e la cybersecurity. Leggiamone un estratto qui sotto.

Con il termine Cyber Warfare si intendono quelle attività di guerra elettronica che hanno l’obiettivo di procurare danni ai sistemi informatici di una nazione prima e durante gli attacchi compiuti con armi convenzionali. Pensiamo alla possibilità di mettere fuori uso la Smart Grid di una nazione gettando il caos tra la popolazione, o di inibire le comunicazioni satellitari, o la rete di trasmissione telefonica, o la rete internet bloccando di fatto le comunicazioni tra i centri decisionali del Paese. Le aziende del settore della difesa offrono accanto ai sistemi d’arma convenzionali anche servizi e prodotti dedicati alla cyber warfare e alla cybersecurity che permette attività di contrasto agli attacchi informatici e la sicurezza delle comunicazioni sul campo. La cybersecurity è diventata un’industria da un triliardo di dollari l’anno nel 2018 grazie alla digital transformation dell’economia globale.

Il Glass Battlefield

E ancora, nello stesso capitolo dedicato alle armi del futuro, parliamo di Glass Battlefield, uno scenario tecnologico dove la guerra del futuro sarà appannaggio di un mix di macchine sempre più intelligenti e autonome nelle decisioni, e di soldati “sensorizzati”.

Uomini e macchine avranno la capacità di collaborare tra di loro essendo connessi a una rete digitale che permetterà al centro di comando di osservare in maniera olistica il campo di battaglia, di effettuare analisi e simulazioni in tempo reale e di gestire le azioni di guerra nella loro globalità, siano esse in terra, in cielo, nello spazio, o in acqua. In altre parole, un campo di battaglia trasparente, dove cyberwarfare e cybersecurity giocheranno un ruolo essenziale. La strada è segnata e sarà difficile tornare indietro.

Siamo sicuri che i lettori interessati a questo tema d’investimento troveranno opportunità a non finire nel nuovo decennio. Molte aziende sono già citate nel nostro libro “Investire nei megatrend del futuro” così come ETF e fondi tematici. Molte altre aziende le potrete trovare da soli approfondendo questo interessante e variegato argomento.

Foto Credits: Foto di Tima Miroshnichenko da Pexels


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Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista