Come ogni inizio del mese dedico qualche ora a fare una completa analisi intermarket dei mercati (azionari, bond, valute, commodity) per avere un quadro della situazione completo, uno scenario, che mi permetta di aggiustare la rotta degli investimenti nel caso servisse.

Il mio metodo di lavoro chiamato “Ruota dei Mercati” è descritto in alcuni del capitoli del libro “La Ruota dei Mercati Finanziari” (Hoepli, 2018) che molti di voi hanno già studiato. Il metodo comprende l’analisi di oltre 70 strumenti finanziari e indicatori “non di prezzo” tra loro correlati e in rapporto causale storico.

E’ anche il metodo di analisi che uso durante la serata di approfondimento finanziario, servizio che vendo ai professionisti della finanza e alle istituzioni (si veda qui la descrizione con un video-estratto di una serata recente), che in due ore spiega lo scenario completo e permette al professionista e alla sua clientela di investitori di avere una panoramica e prendere decisioni operative.

Lo scenario “Ruota dei mercati” si è dimostrato molto utile nel corso degli ultimi 12 anni per identificare dove si muove il denaro, ovvero dove si spostano le “mani forti”. E a prescindere da tutte le chiacchiere da COP26 (quelle che Greta chiama “bla bla bla”) la nostra prima analisi ci mostra che la finanza ama ancora (e forse più di prima) gli idrocarburi, carbone in testa!

[um_loggedout] ATTENZIONE!!! QUESTO ARTICOLO E’ RISERVATO A LETTRICI E LETTORI DEI NOSTRI LIBRI che sono utenti registrati del sito. Per continuare a leggere devi loggarti al sito con il tuo utente oppure comunicarci via email che sei un lettore del libro allegando una prova (foto copertina, scontrino di acquisto). FAI LOGIN O INVIA UNA EMAIL CON LA PROVA D’ACQUISTO. [/um_loggedout]

[um_show_content not=’um_lettore-libro,editor,administrator’] ATTENZIONE: Questo articolo è riservato ai lettori dei nostri libri che sono utenti registrati del sito. Per continuare a leggere devi loggarti al sito con il tuo utente oppure comunicarci via email che sei un lettore del libro allegando una prova (foto copertina, scontrino di acquisto). [/um_show_content]

[um_show_content roles=’um_lettore-libro,editor,administrator’]

Materie prime, avanti tutta!

Qui di seguito vedete i settori economici (Industries) americani con le migliori performance da inizio anno, come riportato dal sito Finviz.com che vi consiglio di utilizzare nelle vostre analisi per la completezza dei dati.

le migliori performance YTD – Fonte. Finviz.com

Ebbene sì, l’industria del carbone (coking e Thermal), dell’esplorazione petrolifera, dell’uranio sono ai primi posti, insieme alle spedizioni marittime (i noli sono schizzati dall’anno scorso) e a quelle su gomma.

Ma faccio notare anche il Waste Management che con un 35% di performance indica l’interesse crescente per l’industria dei rifiuti, peraltro uno degli argomenti relativi al megatrend demografico trattato nel nostro libro “Investire nei megatrend del futuro” (Hoepli, 2020).

Tra materie prime e azioni chi vince?

Che le materie prime (e quindi la sua industria) siano l’asset class più premiante quest’anno noi lo sapevamo già da metà 2020, quando era scattato uno dei rarissimi segnali di inversione sul grafico ultra-trentennale che vi mostro qui sotto (e che trovate in altri articoli più vecchi di questo sito).

Come spiego nel libro della Ruota dei Mercati, questo è uno dei grafici più preziosi da seguire quando si è alla fine di un Bull Market azionario perché ci indica con precisione il cambiamento di umore degli investitori.

Il rapporto tra S&P500 e CRB Index indica dove vanno le mani forti – Fonte: elaborazione di Andrea Forni con Tradingview.com

Come si vede, in trent’anni il grafico ha dato solo 4 segnali. Prima dello scoppio della bolla delle dot.com nel 1999; poi prima del crollo del 2008; quindi pochi mesi prima del minimo del 2009; e a maggio 2020 ha segnalato l’inizio del flusso di liquidità verso le commodity, che potrebbe anticipare di qualche mese lo scoppio della bolla azionaria gonfiatasi con le manovre delle Banche Centrali dal 2009 a oggi.

Uno sguardo al cambio, termometro dell’economia di un Paese

Ma se voglio ma restare sull’azionario? Cos’è meglio, USA o Europa? Per rispondere alla domanda guardiamo prima il grafico dell’EUR/USD e poi al rapporto di forza tra i vari mercati.

Qui sotto vediamo il tipo di grafico che io uso da 15 anni. Lo strumento in analisi è visibile su scala di lungo termine (sinistra, dal 1992 a oggi), su scala di medio termine (centrale, a candele weekly) e su scala di breve termine (a destra (giornaliero). Contemporaneamente!

Così è chiaro il movimento del prezzo secondo la Dow Theory. Inoltre vedete che i livelli di prezzo dove c’è un reversal di trend sono identificati dalle miei candele preferite (si veda il capitolo dedicato al mio metodo di analisi a “candele K”) che difficilmente sbagliano segnale.

Detto questo, il grafico è ribassista sul medio e breve termine, mentre resta in lateralità sul lungo termine. Quindi l’Euro è in forza contro Dollaro. E io preferisco guardare all’Europa per fare investimenti nella valuta più forte di oggi.

Grafico Triple Screen dell’EUR/USD – Fonte: elaborazione di Andrea Forni con Tradingview.com

Quale mercato è più forte?

Essendo il cambio un termometro della salute dell’economia, cerchiamo un’altra conferma guardando alle rispettive Borse azionarie. Qui sotto vediamo il rapporto di forza relativa tra Eurostoxx600 e S&P500 dal 2015 a oggi. E notiamo che sia il prezzo sia gli indicatori sono a favore dell’Europa!

Rapporti di forza tra Europa e USA – Fonte: elaborazione di Andrea Forni con Tradingview.com

Quindi, adesso che ho scoperto che (finalmente) i mercati europei hanno più forza di quelli USA devo rispondere a una nuova domanda: “quale dei mercati europei è più forte, e quindi conviene investirci?” Per rispondere usiamo un altro dei grafici dello scenario “Ruota dei Mercati” che compara i rapporti di forza relativa tra DAX, Stoxx50, FTSE Mib e Eurostoxx600.

Come si vede chiaramente tra i mercati nazionali vince in forza il nostro mercato italiano; mentre tra Blue Chips e mercato più generale si nota la tendenza al “Fly to quality”.

Rapporti di forza tra i mercati europei – Fonte: elaborazione di Andrea Forni con Tradingview.com

Conclusioni

Bene, spero che la breve analisi intermarket vi sia piaciuta. E’ un esempio di cosa si può fare con il mio modello di analisi “Ruota dei Mercati” che con 70 strumenti in analisi permette di costruire uno scenario completo per orientare la decisioni in materia di allocazione.

Tra i miei servizi di consulenza per i professionisti della finanza c’è la serata di approfondimento finanziario che in due ore spiega lo scenario completo e permette al professionista e alla sua clientela di investitori di avere una panoramica e prendere decisioni operative.

Per chi volesse approfondire il mio modello rimando alla lettura del libro “La Ruota dei Mercati finanziari“. Vi ricordo che le analisi che vi ho mostrato sono da intendersi a puro scopo didattico e di educazione finanziaria. Vi esorto a fare le vostre analisi e a prendere decisioni di investimento sui vostri risultati, non su quelli di altri.

[/um_show_content]


DISCLAIMER: Tutti i contenuti di questo sito non intendono in alcun modo costituire sollecitazione al pubblico risparmio oppure consulenza all’investimento in titoli azionari, contratti future, opzioni, fondi comuni o in qualsiasi altro strumento finanziario. L’attività del sito non costituisce consulenza personalizzata così come indicato dal D.Lgs. 58/98, così come modificato dal successivo D.Lgs. 167/2007. Chi scrive non conosce le caratteristiche personali di nessuno dei lettori, in specie flussi reddituali, capacità a sostenere perdite, consistenza patrimoniale. Tutti i contenuti del sito hanno solo scopi didattici, educativi e informativi. Gli argomenti riguardano l’analisi fondamentale e tecnica, i commenti sui mercati, la casistica operativa, piani di trading, ecc., ma non forniscono segnali di acquisto o vendita sui vari strumenti finanziari, né indicazioni per la gestione diretta o indiretta del capitale di terzi. Pertanto, chi legge i contenuti del sito riconosce la propria esclusiva responsabilità delle eventuali e successive azioni. Le informazioni finanziarie presenti nascono da conoscenze ed esperienze personali degli autori, che conducono inevitabilmente a valutazioni strettamente soggettive, parziali e discrezionali. Tutti i contenuti sono quindi passibili di errori di interpretazione e valutazione, come avviene per qualsiasi opinione personale. È possibile che chi scrive sia direttamente interessato in qualità di risparmiatore privato all’andamento dei valori mobiliari trattati in questo sito e svolga attività di trading o investimento in proprio sugli stessi strumenti citati, e quindi si trovi in conflitto di interesse con i lettori. Si ricorda che i rischi di perdite legati all’attività di trading possono essere molto elevati e arrivare ad azzerare il capitale impiegato. L’investitore deve considerare attentamente i rischi inerenti all’attività di trading e investimento alla luce della propria situazione finanziaria. Infine, si precisa che questo sito internet non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della L. 62/2001 poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Riteniamo che le immagini utilizzate a corredo dei post siano di pubblico dominio. Qualora invece dovessero essere coperte da diritti siete pregati di avvertirci (info@investireinmegatrend.it) e provvederemo a rimuoverle immediatamente.


Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.