E’ disponibile il numero di marzo del report “La Ruota dei mercati – Analisi Intermarket mensile“, al solito prezzo di 61 euro (iva inclusa) abbinato al servizio di email quotidiana “Liberi Pensieri di Trading”.

Con 80 slides e 60 minuti di video-analisi il report permette di avere una “Big Picture” della situazione economico-finanziaria e dei principali mercati azionari, obbligazionari, valutari e delle materie prime.

Inoltre, compreso nel prezzo del report c’è il servizio di educazione finanziaria “Liberi pensieri di Trading” con l’invio giornaliero di un’email da lunedì a venerdì (per il mese di riferimento del report acquistato) con le mie note sull’evoluzione del mercato, analisi di indici e titoli e tante idee di approfondimento tratte dal mio personale Diario di Trading.

L’Executive Summary del report

Qui sotto trovi l’Executive Summary del report che descrive lo scenario in cui ci troviamo. Uno scenario alquanto complesso, mutevole e rischioso:

  • Il mese di febbraio ha visto proseguire il potente rally dei mercati azionari europei e americani guidati da un manipolo di titoli tecnologici su cui svettano i Magnifici Sei (Tesla si era già persa a gennaio). I rialzi del tech sono stati guidati da Nvidia, società produttrice delle schede grafiche per videogiochi tanto sognate dai ragazzini di vent’anni fa e ora evoluta nel più importante produttore di microchip per Intelligenza Artificiale. L’euforia degli investitori e dei trader casalinghi è alle stelle come dimostra la lettura di tutti gli indici di sentiment stabilmente proiettati nella zona di Estrema Avidità, mentre regna lo scetticismo tra gli operatori professionali che giudicano i mercati azionari attuali in preda all’irrazionalità e su livelli di ipercomprato tali da non permetterne una sana gestione del rischio.
  • I paragoni con quanto accadde 25 anni fa durante la Bolla delle Dot-com e gli articoli allarmistici sono all’ordine del giorno sui media finanziari, ma non sembrano fermare i compratori. Anzi, per le aziende tecnologiche di punta si parla già di nuovi modelli di business e quindi della necessità di aggiornare i criteri di valutazione dei prezzi di borsa; tutto già visto, sentito e vissuto all’apice della bolla internet a fine Anni Novanta. Due interessanti ricerche di UBS e ARK Invest che proponiamo in questo report mensile ci mostrano come la tecnologia sia storicamente il driver del cambiamento sociale ed economico e ci spiegano che ogni epoca è caratterizzata da una specifica innovazione che poi si riflette sugli investimenti in Borsa. A inizio del 1900 le Borse americane e inglesi era dominate dai titoli delle ferrovie, delle miniere, del telegrafo, del tabacco e del tessile, mentre non esistevano titoli quotati né nell’industria dell’automobile né nel settore sanitario né nelle linee aeree o nel settore del turismo. Curiosamente, banche, food e utilities erano importanti allora come oggi. Quindi, gli investitori di lunghissimo periodo, quelli dei «portafogli secolari» alla Warren Buffett, devono sapere scegliere su quali «cavalli» puntare e soprattutto devono essere in grado di capire se e quando un settore sia destinato a morire (carrozze, maniscalchi, vetturini e cavalli) a causa dell’avanzare di tecnologie dirompenti (come l’avvento del motore a scoppio e dell’automobile). La domanda adesso è: «Vedremo tali stravolgimenti anche con l’avvento dell’Intelligenza artificiale?» Se così fosse, l’irrazionalità che crediamo esserci oggi sui titoli del comparto (non tutti) non sarebbe tale.
  • La febbre degli investitori è ben visibile anche in Europa dove a fronte di un’economia tedesca in recessione, l’indice azionario principale DAX segna nuovi massimi storici. Anche il nostro indice FTSE Mib continua nella corsa al rialzo, sebbene ben lontano ancora dai massimi storici, alimentato dagli ottimi guadagni del settore bancario (Unicredit, Intesa) che trova in un regime di tassi alti e inflazione il nutrimento per fatturato e utili. Quanto durerà ancora questo bengodi bancario non è dato saperlo, ma si avvicina il momento per una decisione della BCE in materia di taglio dei tassi di riferimento. Anzi, secondo molti osservatori l’Eurozona potrebbe (per una volta) anticipare le mosse delle altre banche centrali grazie al netto miglioramento dei parametri macroeconomici sotto osservazione della BCE. Anche il consumer sentiment degli europei sta migliorando sebbene l’inflazione venga percepita ancora alta anche per i prossimi anni.
  • Per il momento, l’euforia per il risk-on azionario tecnologico e la stasi sulla politica dei tassi di riferimento nuoce al comparto obbligazionario che infatti mostra nuovi segni di cedimento nei prezzi dopo un gennaio che aveva visto la costruzione di potenziali nuovi minimi da cui ripartire.
  • Dopo il quadro euforico occidentale passiamo all’Asia. Il Giappone è un’economia stagnante di una nazione gentrificata e anziana ma il Nikkei 225 ha fatto il miracolo tornando sui massimi di 35 anni fa. Colpa (o merito) della politica ultra-accomodante della Bank of Japan che mantiene il tasso di riferimento sottozero (unica al mondo) e ha svalutato lo Yen contro le altre valute. Anche la Cina merita una nota di attenzione. Le politiche fiscali e gli sforzi del governo per fare ripartire l’economia iniziano a dare i loro frutti e gli indici di borsa mostrano il consolidamento di minimi importanti da cui ripartire al galoppo. Probabile che gli investitori tornino ad accorgersi delle società tecnologiche Fallen Angel, come Alibaba, Baidu, Tencent che nulla hanno da invidiare alle loro controparti occidentali ma quotano a prezzi stracciati. L’India resta sempre un faro sia nell’economia del continente indo-asiatico sia nelle quotazioni di Borsa. Il Sensex è sui massimi storici e il boom di nuove IPO non accenna a fermarsi.
  • Per uno yen in crollo verticale ci sono tante cryptovalute che dopo un gennaio tragico hanno ritrovato forza rialzista a febbraio. Il Bitcoin ritorna in prossimità dei massimi precedenti e le cryptovalute più capitalizzate fanno performance a doppia cifra da inizio anno contro il dollaro statunitense che è a sua volta campione di forza nei confronti delle valute tradizionali.
  • Un dollaro forte, dei tassi di riferimento ancora alti e un economia globale ancora in fase di contrazione sono fattori deleteri per le materie prime che restano depresse e contribuiscono a confermare un quadro generale tipico dello Stadio Due del Business Cycle. Uno stadio dove è comunque interessante accumulare titoli di aziende ad alta capitalizzazione, con bilanci solidi e buone pagatrici di dividendi. Aziende che tipicamente afferiscono alla categoria Value dei titoli, oggi ancora sottovalutata dagli investitori che preferiscono le aziende Growth, sinonimo di «tecnologia».
  •  Accumulare aziende Value è un’ottima strategia. Partendo dalle grandi aziende ma non disdegnando le medie capitalizzazioni con bilanci sani e redditizi. I prossimi allentamenti nelle politiche dei tassi favoriranno questi comparti e vedranno un afflusso di liquidità in cerca di aziende a sconto. Accumulare sì, ma con prudenza, perché è sempre presente il rischio di una correzione dei mercati o di una (sempre possibile) recessione o di un evento esogeno (tre fronti di guerra, elezioni presidenziali) tale da fare crollare il castello di carte su cui si fondano oggi le speranze di ricchezza degli investitori.

Il grafico del mese

Questo grafico ci mostra chi sta guidando il potente rialzo del mercato S&P500. Sono i titoli tecnologici Growth al cui interno troviamo i Magnifici Sei dell’Intelligenza Artificiale. Il grafico mostra l’andamento dell’S&P500 in area azzurra, l’andamento dei titoli Value e Growth identificati dai rispettivi ETF iShares e un rapporto di forza relativa tra i due ETF. Si noti anche come dal 2008 a oggi per gran parte del tempo siano stati i titoli Growth a guida dei rialzi del mercato.

Fonte: “La Ruota dei mercati – Analisi Intermarket mensile”

La curiosità del mese

Questo grafico mostra la performance YTD dei principali indici dei Paesi Emergenti. Si noti la forza della Turchia, la corsa del Giappone che gode della politica monetaria espansiva della banca centrale e in crollo dell’Argentina che inizia a sentire il peso della “cura Milei ” con la motosega: l’indice Merval in poche settimane si è mangiato tutto il guadagno a doppia cifra da inizio anno.

Fonte: “La Ruota dei mercati – Analisi Intermarket mensile”

Indice dei contenuti

Qui sotto l’indice dei contenuti del report intermarket di questo mese. Tutti gli strumenti finanziari sono analizzati con i grafici di lunghissimo termine a candele trimestrali e a un mese, e grafici di breve termine con candele settimanali secondo quanto spiegato nei modelli di analisi del libro “La Ruota dei Mercati Finanziari“.

Fonte: “La Ruota dei mercati – Analisi Intermarket mensile”

Strumenti finanziari analizzati in questo report

  1. Valute: Dollar Index, EUR/USD, EUR/CHF, GBP/USD, USD/JPN, AUD/USD, Bitcoin, performance delle principali crytovalute
  2. Mercati USA: Indici di sentiment, Total World Stock Index, S&P500 Index, Nasdaq100 Index, DJ Industrial Index, Russell2000 Index, 12 settori economici del S&P 500, T-NOTE decennale e suo rendimento, curva dei rendimenti USA a 2, 5, 10 e 30 anni.
  3. Mercati EU: Indici di sentiment, Eurostoxx50 Index, Eurostoxx600 Index, DAX Index, CAC40 Index, FTSE100 Index, FTSE Mib Index, 16 settori economici dell’Eurostoxx600 (con ETF Lyxor), BTP decennale e suo rendimento, BUND decennale e suo rendimento.
  4. Mercati EMG: Sensex Index, Shanghai Index, Nikkei225 Index, ETF delle valute EMG e ETF dei mercati EMG.
  5. Commodity: CRB Index, Crude Oil, Natural Gas, Rame, Oro, Argento, Soia, Animali da carne, Uranio.
  6. Dati economici: Inflazione, stato dell’economia europea con dati Eurostat, decisione delle banche centrali in materia di tassi e liquidità.
  7. Indici di Forza Relativa e Indici di Correlazione tra gli strumenti finanziari elencati sopra.

Come acquistare il report, pagarlo ed avere fattura

Per acquistare il report basta andare sulla piattaforma di e-commerce Gumroad.com cliccando su questo link: https://investirobot.gumroad.com/l/intermarket032024 o sul bottone qui sotto.

Il pagamento online con carta di credito o PayPal è sicuro e veloce. Potrete immediatamente accedere al report scaricabile in formato pdf e allo streaming della video-analisi. Chi ha bisogno di fattura europea può stamparla dopo l’acquisto, quando il sistema nella schermata di “Checkout” vi chiede “Hai bisogno di fattura? Crea”.

PER INVECE CHI AVESSE BISOGNO DI FATTURA ITALIANA (O E’ IN REGIME FORFETTARIO) e vuole pagare con bonifico bancario può mandarmi una EMAIL INFO@INVESTIRENEIMEGATREND.IT. Al ricevimento del pagamento verrà inviato un codice di accesso al prodotto.

L’analisi intermarket cos’è e perché è vincente

L’approfondimento Intermarket mensile viene sviluppato attraverso il mio modello di analisi Intermarket “Ruota dei Mercati” (spiegato nel libro omonimo in dettaglio e in questo video su Youtube in sintesi) che unisce aspetti economici, macro-economici, tecnici ci permette di dare una risposta.

Fonte: Forni, Malandra, “La Ruota dei dei Mercati finanziari”, Hoepli, 2018

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Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.