In questo soleggiato agosto continuiamo a raccontare l’economia e la finanza attraverso le pillole tratte dai nostri libri. Oggi parliamo di materie prime, estrapolando dalle pagine de “La Ruota dei Mercati Finanziari” (Hoepli, 2018).

Come forse ricordate Mario Draghi, nel suo lungo periodo alla BCE era molto preoccupato che, a fronte dei tanti sforzi per risollevare l’inflazione verso l’agognato 2%, essa restava vicino allo zero.

Materie prime e inflazione

Durante la conferenza tenutasi il 26 maggio 2014 al Forum delle Banche Centrali a Sintra, Portogallo, l’allora governatore della BCE spiegò la linea di condotta della BCE in periodi prolungati di bassa inflazione e dichiarò che l’80% del declino dell’inflazione HICP (Harmonised Indices of Consumer Prices) nell’Eurozona dalla fine del 2011 era da ricondurre ai bassi prezzi delle materie prime.

Il fatto che la BCE guardi al corso delle principali commodity è uno stimolo a studiarle e a integrarle nei nostri scenari di analisi e di trading. Esse sono il quarto elemento della Ruota dei Mercati e hanno storicamente correlazioni stabili con le altre asset class dello scenario.

Cosa sono le materie prime

Le materie prime sono beni standardizzati tali da poter essere prodotti ovunque con standard qualitativi equivalenti e commercializzati senza l’apporto di ulteriore valore aggiunto. Si possono suddividere in:

  • beni agricoli;
  • beni tropicali e coloniali (soft in inglese);
  • metalli industriali;
  • metalli preziosi;
  • prodotti energetici;
  • bestiame (livestock in inglese).

Come già anticipato, il CRB Index è il paniere di 19 materie prime dove la componente energetica pesa da sola il 44% del totale come si vede nella figura qui sotto. Il paniere CRB Index che premia la componente energetica a discapito delle altre materie prime. Il Crude Oil pesa per il 26% del paniere, mentre le altre commodity hanno un peso medio del 6%.

Il CRB Index – Fonte Wikipedia

Come operare sulle commodity

Le commodity sono negoziate in dollari americani nei mercati specializzati quali:

  • il London Metal Exchange (LME), che tratta tutti i tipi di minerali e metalli per uso industriale e preziosi;
  • il New York Mercatile Exchange (NYMEX), che è il luogo di scambio per materie energetiche, industriali, preziose;
  • l’Intercontinental Exchange (ICE), che tratta principalmente beni coloniali;
  • il Chicago Board of Trade (CBOT) è specializzato in granaglie; il Chicago Mercantile Exchange (CME) che tratta un ampio paniere di materie prime.

Per operare sulle commodity possiamo utilizzare i contratti futures rappresentativi di una certa quantità di materia prima oppure acquistare ETC (Exchange Traded Commodities) o ETF negoziati anche in Euro su Borsa Italiana. 

Gli indici S&P delle materie prime

Sebbene il CRB Index sia di grande aiuto in analisi intermarket, per capire la rotazione di liquidità tra i diversi comparti delle commodity vi consiglio di guardare anche gli indici “S&P GSCI Spot Index” Agricolture (SGK), Industrial Metals (SGY), Energy (SGJ), Precious Metals (SGP) e Livestock (SGV) rappresentati nel grafico qui sotto da inizio 2013 a oggi.

Questa famiglia di indici contiene i più grandi indici di materie prime investibili, secondo la stessa S&P. È uno dei benchmark più ampiamente riconosciuti che si basa su un’ampia base e sulla produzione ponderata per rappresentare il beta del mercato globale delle materie prime.

Ogni indice è progettato per essere investibile includendo i futures sulle materie prime più liquidi e fornisce una diversificazione con basse correlazioni ad altre classi di attività.

Dal grafico vediamo che tra il 2009 e il 2018 i metalli preziosi hanno performato meglio nel periodo in esame mentre gli energetici restano il fanalino di coda.

Questi indici sono globalmente riconosciuti come benchmark e sono un ottimo strumento di protezione dall’inflazione. Essendo sottostanti di molti strumenti finanziari permettono di investire su ogni singolo comparto delle materie prime e di effettuare strategie di rotazione della liquidità tra un comparto e l’altro applicando dei semplici rapporti di forza relativa contro il CRB Index.

Analizzando gli indici S&P GSCI Spot è facile capire dove investire (o disinvestire) al momento giusto

Il CRB Index come indicatore anticipatore dell’S&P500

Adesso vi propongo un utilizzo creativo del CRB Index per identificare i periodi di risk-on e di risk-off azionario, ovvero quando è venuto il momento di investire in azioni e quando è il caso di investire in commodity (o di stare alla finestra in attesa di tempi migliori sull’azionario).

Quest’analisi è particolarmente importante quando ci si trova in prossimità di un picco del mercato azionario, si teme che l’eventuale correzione non sia “solo” una correzione ma qualcosa di più drammatico e profondo e si è incerti su cosa fare. La costruzione di un semplice indice di forza relativa tra S&P500 e CRB Index sfrutta la proprietà di “bene rifugio” insita nelle materie prime.

Nella figura qui sotto ho sovrapposto questo ratio all’indice S&P500 su un arco temporale di vent’anni e l’ho commentato. Come si vede a occhio nudo, il rapporto di forza relativa tra S&P500 e CRB Index è un ottimo anticipatore dei top e dei bottom storici del mercato azionario americano oltre a indicare in quale asset class conviene investire

Il ratio tra S&P500 e CRB Index anticipa le inversioni tra Bear e Bull market secolari nel corso del tempo

Quando il ratio è impostato al rialzo siamo in fase di risk-on e va privilegiato il mercato azionario; quando il ratio si inverte al ribasso è meglio investire nelle commodity (o restare fuori dal mercato).

Un’altra proprietà del ratio è di anticipare sui picchi e nelle valli l’inversione del trend primario dell’S&P500. Guardate il grafico nel 1999 in prossimità della bolla dei titoli dot-com e poi nel 2007:

  • mentre l’azionario faceva nuovi massimi nell’euforia generale il ratio era già in divergenza ribassista (lo indicano le frecce);
  • e all’inizio del 2009, mentre si stava creando il minimo del S&P500 nella disperazione totale degli investitori il ratio aveva già invertito al rialzo con un anticipo di sei mesi.

Il morale della favola è che quando il ratio punta verso il cielo è da interpretare come un semaforo rosso per chi pensa di mettersi “Short Selling” anche se crede che il mercato azionario sia ipercomprato o iper-esteso o troppo caro.

Materie prime e stagionalità

Nell’operare con le materie prime bisogna considerare la loro stagionalità. Le materie agricole hanno un ciclo legato ai tempi di semina, raccolto e commercializzazione ma anche per le materie prime industriali, energetiche e preziose esistono delle ciclicità causati dei picchi di domanda in certi periodi dell’anno che portano al rialzo il prezzo della materia.

Ad esempio, dal 1975 a oggi il mese di settembre è il migliore per l’oro in termini di performance e la sua curva di stagionalità può essere derivata dall’analisi statistica o più semplicemente letta sull’almanacco pubblicato da Jeffrey Hirsh. Si veda questo articolo sul sito dedicato all’almanacco.

Concludo dandovi il solito consiglio anche per le materie prime: guardate serie storiche molto ampie per il principio della “history repeating”. La ciclicità del prezzo costruisce minimi e massimi su cui disegnare trendline, livelli di supporto e resistenza che ci faranno comodo a distanza di anni o decenni, come illustra l’esempio dedicato all’analisi del prezzo del Crude Oil che trovate nel capitolo secondo del libro.

Il libro consigliato

Questa pillola di saggezza è stata tratta dal secondo capitolo del nostro libro dedicato ai tre tipi di analisi che il comune investitore privato può fare senza grande sforzo: analisi tecnica, analisi fondamentale e analisi intermarket.

Qui sotto potete leggere un ampio estratto del libro e poi acquistarlo su Amazon (o su altri siti bookstore e nelle librerie).

Foto credits: Pixabay su Pexels.com

Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista