Ferragosto, clima di festa, grigliate in giardino, profumo di mare in spiaggia. Mi sono chiesto: “Come posso rovinarvi, care lettrici e cari lettori, questo bel momento?” Pubblicando l’ultimo articolo scritto su LinkedIn da Ray Dalio sull’imminenza di una guerra tra USA e Cina per Taiwan, e rimpolpando quando profetizzato da Dalio con le parole scritte da Luca Caracciolo nell’editoriale dell’ultimo Limes in edicola.

Il nuovo Limes in edicola

La Guerra Grande” è il titolo di questo numero da collezione della rivista di geopolitica Limes, che non mi stancherò mai di consigliare ai nostri lettori e alle nostre lettrici.

Guerra mondiale non si nasce, si diventa” è la frase a effetto dell’introduzione a questo nuovo lavoro di Limes. “È stato così per le prime due, canonizzate tali quando infuriavano da tempo. Dopo il 24 febbraio, ci chiediamo se non stiamo vivendo la terza. Le immagini dei carri armati russi che penetrano in Ucraina, terremotando lo spazio intermedio fra Mosca e Berlino già epicentro europeo del primo e del secondo conflitto globale, annunciano l’inizio del terzo atto?

E già nell’editoriale Limes ci spiega che “no, non è ancora terza guerra mondiale; ma sì, è Guerra Grande, sua plausibile premessa.”

Il perché è semplice e lo sappiamo tutti. La Guerra Grande contrappone Americani e Russi attraverso l’Ucraina. Con il terzo (quarto) incomodo, la Cina, che ne studia le mosse, le debolezze, e probabilmente ha già stabilito quando sferrare il pugno a Taiwan.

Perché come spiega Limes “Completa il triangolo la Cina, per l’America unico avversario strategico. In quanto obliquamente associata a Mosca, Pechino obbliga Washington a considerare l’incubo della guerra su due fronti. Ciascuno dei tre antagonisti è freneticamente impegnato a reclutare satelliti da schierare nella partita ogni giorno più dura, mentre altri ambiziosi attori, su tutti Giappone, India, Turchia e Polonia, profittano della mischia per guadagnare influenza e prestigio. Infine, ogni soggetto geopolitico degno del nome sta riarmando alla grande.

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L’articolo di Ray Dalio

L’autore del meraviglioso libro “Il Nuovo ordine mondiale” di cui abbiamo fatto la recensione in questo articolo pubblica regolarmente contributi sul suo profilo LinkedIn Principles & Perspectives che vi consiglio di seguire.

L’ultimo articolo scritto da Dalio la settimana scorsa parla dell’escalation di dispetti “colpo su colpo” tra Cina e Stati Uniti e della sua pericolosità. Cliccate sul link o sull’immagine per leggerlo in originale. Qui sotto io vi traduco alcuni estratti molto significativi.

Purtroppo, ciò che sta accadendo ora tra Stati Uniti e Cina per Taiwan sta seguendo il classico percorso verso la guerra descritto nel mio libro “Principi per affrontare il cambiamento dell’ordine mondiale“. Se gli eventi continueranno a seguire questo percorso, questo conflitto avrà un impatto globale molto più grande della guerra tra Russia e Ucraina, perché si tratta di un conflitto tra le principali superpotenze del mondo, economicamente molto più grandi e molto più intrecciate.

Ad esempio, si consideri che la quota della Cina nel commercio mondiale è più di sette volte superiore a quella della Russia e costituisce circa il 19% di tutte le importazioni di manufatti americani.

Immaginate se importare beni dalla Cina e fare affari con la Cina diventasse come oggi con la Russia. Immaginate quale sarebbe la catena di approvvigionamento e l’impatto economico sul mondo. Immaginate cosa significherebbero le sanzioni alla Cina per il mondo. Le catene di approvvigionamento crollerebbero, l’attività economica precipiterebbe e l’inflazione si impennerebbe. E questo è solo ciò che accadrebbe alle economie a causa di una guerra economica, che impallidirebbe in confronto all’impatto che avrebbe una guerra militare, alla quale siamo ovviamente pericolosamente vicini.

Per le ragioni spiegate nel mio libro, la situazione attuale tra Stati Uniti e Cina è molto simile a quella che esisteva tra le potenze immediatamente precedenti alla prima e alla seconda guerra mondiale e a molti altri periodi immediatamente anteguerra.

Per quanto riguarda ciò che sta accadendo ora, i cinesi stanno rispondendo alla visita di Nancy Pelosi interrompendo la maggior parte delle relazioni e dimostrando di poter controllare militarmente l’area intorno a Taiwan, il che implica che la Cina potrebbe escludere Taiwan dal resto del mondo. Immaginate questo e le sue implicazioni, ad esempio se i chip dei semiconduttori non potessero uscire da Taiwan. La Cina sta anche mostrando la sua potenza militare e sta attraversando linee di demarcazione precedentemente non superate, avvicinandosi così a Taiwan.

La domanda è se gli Stati Uniti risponderanno con un’altra escalation che provocherà un’altra risposta cinese, nella classica accelerazione “tit-for-tat” verso la guerra, o se le parti faranno un passo indietro.

Per avere un quadro del passato e delle forze che stanno guidando l’evoluzione degli Stati Uniti e della Cina verso la guerra (cioè il Grande Ciclo), vi suggerisco di rivedere il capitolo 13Relazioni e guerre tra Stati Uniti e Cina“. Vi suggerisco di prestare particolare attenzione alla mia spiegazione delle precedenti crisi dello Stretto di Taiwan e al motivo per cui ho detto che mi sarei preoccupato se avessimo avuto una “quarta crisi di Taiwan”, che è la crisi che stiamo vivendo ora. Per capire cosa sta accadendo è necessario comprendere questi aspetti.
Come ho riassunto a pagina 455 di quel capitolo, nella sezione “Il rischio di una guerra non necessaria”: “Le guerre stupide spesso si verificano come conseguenza di un’azione di guerra. Le guerre stupide spesso si verificano come risultato di un processo di escalation “tit-for-tat”, in cui rispondere anche a piccole azioni di un avversario è più importante che essere percepiti come deboli, soprattutto quando chi è da entrambe le parti non comprende realmente le motivazioni di chi è dall’altra parte. La storia ci insegna che questo è un problema soprattutto per gli imperi in declino, che tendono a combattere più di quanto sia logico, perché ogni ritirata è vista come una sconfitta.
La mia speranza è che l’escalation cinese non porti alla prossima escalation statunitense, che porterà alla prossima escalation cinese che, nonostante il forte desiderio di entrambe le parti di evitare la guerra, porterebbe a una guerra. Ma la speranza non è una strategia, quindi cercherò di essere il più realistico possibile, di orientarmi di conseguenza e di comunicare bene con voi.

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Il libro di Ray Dalio

Bene. Se vi siete spaventati a leggere le parole di Ray Dalio forse è il caso di andare a comprare il suo ultimo libro. Io vi consiglio di leggere anche il capitolo 12 intitolato “Il Big Cycle e l’ascesa della Cina e del Renminbi” che è la dettagliata cronistoria dell’impero cinese dal 600 a.C. fino ai giorni nostri. E non solo!

Decenni di frequentazioni con alte personalità cinesi e di viaggi in Cina hanno permesso a Ray Dalio di capire il pensiero cinese e il modo di agire (o non agire) della politica cinese nei confronti dell’Occidente.

Tornando al libro, perché leggere 530 pagine? Perché come spiega il titolo, l’autore ha esaminato 500 anni di Storia per capire le dinamiche con cui si creano gli imperi e come questi declinano, lasciando il posto ad altri. Il motivo lo spiega lui stesso, ed è alquanto preoccupante: “…ho intrapreso uno studio delle ascese e dei declini degli imperi, delle loro valute di riserva e dei loro mercati, spinto dalla mia visione di una serie di sviluppi insoliti che non erano accaduti prima nella mia vita, ma che sapevo essere accaduti numerose volte nella storia.”

Il libro è molto lungo e intenso. Richiede tempo per leggerlo e assimilarlo ma visto che l’autore ci ha messo due anni a scriverlo, noi possiamo dedicarci due settimane. Tempo non sprecato in un momento di grandi cambiamenti nell’economia e nei mercati finanziari!

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Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista

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