Oggi ospitiamo l’analisi di Andrea Siviero, Investment strategist di Ethenea Independent Investors, secondo il quale non avremo una recessione a W ma nemmeno un soft landing. Infatti, le banche centrali proseguiranno i piani di normalizzazione, ma la politica fiscale resterà espansiva in Europa e Cina, mentre sarà cruciale superare la crisi pandemica per ripristinare le catene di approvvigionamento, ridurre le pressioni inflazionistiche e sostenere la ripresa globale.

Andrea Siviero – Fonte Ethenea

La guerra è un “game changer”

L’invasione russa dell’Ucraina ha scioccato il mondo, inflitto enormi sofferenze alla popolazione ucraina e danneggiato l’economia globale. La guerra ha complicato ulteriormente uno scenario già di per sé difficile, caratterizzato da un’inflazione persistentemente elevata e dal ritiro delle politiche monetarie accomodanti delle banche centrali. Le incertezze e i rischi di ribasso sono fortemente aumentati. La guerra e le conseguenti sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa hanno fatto schizzare verso l’alto i prezzi di energia e materie prime. Il rincaro duraturo di energia e commodity aumenta le pressioni sui prezzi e costituisce un notevole rischio che l’inflazione rimanga a lungo elevata e che si consolidi, innescando effetti secondari più persistenti.

Lo stato dell’economia mondiale

Siviero ci spiega che: “L’economia mondiale attraversa una fase difficile e le incertezze sono fortemente aumentate. Mentre la congiuntura va riprendendosi dalla recessione causata dalla pandemia e l’inflazione accelera, il recente grave shock negativo della domanda e dell’offerta minaccia di innescare una nuova fase recessiva e l’ipotesi di un soft landing, un rallentamento del mercato e dell’economia che comunque continua la sua fase di crescita, appare sempre più remota”.

In questa situazione, l’economia globale rischia una nuova recessione, colpita da shock negativi paralleli sul fronte della domanda e dell’offerta, che hanno ulteriormente danneggiato le catene di approvvigionamento globali e intensificato le pressioni inflazionistiche e che, minando la fiducia e penalizzando il commercio internazionale, causeranno il rallentamento della crescita”, sottolinea Siviero.

E aggiunge: “Questo tipo di shock stagflazionistico rappresenta una sfida particolarmente insidiosa per le autorità politiche, costrette a trovare un compromesso sempre più arduo tra il contenimento di un’inflazione persistentemente elevata e il sostegno alla crescita, proprio nel momento in cui avevano cominciato a normalizzare la propria politica ultra espansiva anti-pandemia”.

Dal crowdfunding alla banca del futuro

Le mosse delle Fed

Davanti a questa nuova realtà, le autorità finanziarie e monetarie riesamineranno attentamente i piani di inasprimento delle rispettive politiche. Con l’acuirsi delle incertezze, il mix delle politiche macroeconomiche diventa un fattore cruciale per tenere sotto controllo l’inflazione senza spingere nuovamente le economie globali in recessione. Le banche centrali continueranno a perseguire i propri piani di normalizzazione per ridurre le aspettative di inflazione e impedire che si consolidino. La politica fiscale continuerà a offrire sostegno all’economia al fine di evitare una contestuale stretta monetaria e finanziaria che potrebbe scatenare una nuova recessione.

Alla luce della crescita solida, della piena occupazione e delle forti pressioni sui salari, a marzo la Fed ha imboccato la strada della normalizzazione, comunicando chiaramente il proprio fermo impegno per ridurre l’inflazione.

La Fed ha inoltre segnalato che l’economia Usa è solida e può tollerare un aggressivo inasprimento senza esporsi a elevati rischi di recessione. L’amministrazione Biden probabilmente tenterà di rilanciare il suo programma “Build Back Better” al fine di sostenere le famiglie e le imprese colpite dal rincaro di energia e materie prime.

Europa e mosse della BCE

L’economia europea, fortemente dipendente dall’energia russa e legata a Mosca da stretti legami commerciali sarà la più penalizzata dalle conseguenze della guerra. La Bce ha annunciato che intende accelerare la conclusione del programma di quantitative easing, ma date le incertezze economiche sarà più restia della Fed a inasprire la propria politica.

L’erogazione dei fondi previsti nel quadro del pacchetto Ue a sostegno dell’economia, la riforma del Patto di stabilità e crescita, la possibile introduzione di ulteriori misure per contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi energetici e incrementare le spese per la difesa faranno sì che la politica fiscale rimanga espansiva. In Cina, ancora alle prese con le ripercussioni della pandemia di Covid-19, la politica macroeconomica rimarrà fortemente espansiva per favorire il raggiungimento dell’obiettivo di crescita del Pil del 5,5% fissato dal Congresso nazionale del popolo per il 2022.

Conclusioni

Una rapida risoluzione del conflitto in Ucraina sembra costituire un fattore decisivo per ridurre i rischi di stagflazione”, conclude Siviero. “Un soft landing richiede un mix appropriato di politiche economiche che comprenda una graduale normalizzazione della politica monetaria e il sostegno della politica fiscale in modo da offrire alle banche centrali il margine di manovra necessario per ritirare le misure accomodanti senza causare una recessione. Sarà fondamentale evitare passi falsi, il che nell’attuale contesto è sempre più difficile. Infine, la risoluzione globale della crisi pandemica resta la chiave per eliminare le strozzature nelle catene di approvvigionamento, ridurre le pressioni inflazionistiche e sostenere la ripresa globale. Il nostro scenario di riferimento non prevede una recessione “double dip”, ma l’auspicato soft landing potrebbe divenire un’ipotesi sempre più remota”.


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