Il Ftse Mib sta mettendo a segno una buona performance, portando il guadagno da inizio anno al +14,15%, ma a maggio i “Cani del Ftse Mib” corrono e in qualche caso doppiano la performance del benchmark. “I Cani del Ftse mib non sono altro che portafogli costruiti utilizzando solo titoli dell’omonimo indice di Piazza Affari. Il risultato, quindi, ancora una volta dà ragione alla teoria del gestore statunitense Michael O’Higgins. Ma vediamo i numeri in dettaglio.

I due portafogli

Come avevamo descritto nell’articolo in cui presentavamo i portafogli per il 2021 (qui) la situazione anomala in cui ci siamo trovati a fine 2020, a causa della cancellazione dei dividendi da parte di molte società (obbligatoria nel caso delle banche), ci ha portato a disegnare due portafogli distinti. Uno chiamato “classico” (basato sui rendimenti dei dividendi effettivamente erogati) e l’altro di “consensus” basato invece sulle previsioni di distribuzione di dividendo da parte degli analisti.

I risultati dei “Cani 2021 – classico”

I portafogli che abbiamo denominato “classico” hanno migliorato i propri risultati, che si attestano tutti al di sopra della performance del Ftse Mib. Quello “10 dogs” batte per ora il Ftse Mib con un +18,17%, grazie soprattutto ai risultati di Poste Italiane (+41%) e A2A (+37%). Leggermente più indietro il portafoglio “5 dogs” (+14,5%), mentre quello cosiddetto “PPP”, composto solo da Hera, segna +17,46%).

I “Cani 2021 – consensus”

Decisamente più lusinghiere le performance del portafoglio dei Cani di “consensus”. Tutti e tre i panieri battono nettamente il Ftse Mib (arrivando anche a doppiarlo). Quello dei “10 dogs” segna + 25,47%, quello dei “5 dogs” +22,88% e infine il portafoglio PPP – composto dalla sola Intesa SanPaolo – svetta con un +31,13%.

Insomma, risultati decisamente importanti per i nostri portafogli composti da titoli del principale indice di Borsa Italiana. Possiamo quindi ben dire che a maggio i Cani del Ftse Mib corrono!!

Come si costruiscono i portafogli

Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib. Ordinando i 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs”: alla base del metodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. I due portafogli sono tutti equipesati, ovvero ogn

Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato.

Nel passato, storicamente, i vari portafogli sul Ftse Mib si sono ben comportati. Ne abbiamo parlato diffusamente nel libro “La Ruota dei mercati finanziari” edito da Hoepli. Seguiamo mese per mese la performance dei “Cani 2021” e vedremo se continueranno a performare meglio del Ftse Mib!


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Massimiliano Malandra

Di Massimiliano Malandra

Co-founder di questo sito. Analista fondamentale e quantitativo, socio Aiaf e giornalista professionista dal 2002. Esperto di approccio risk parity. Autore di vari libri.