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Questa settimana sono stato inviato con un selezionato gruppo di ospiti provenienti dal mondo finanziario e dai media da Bellevue Asset Management AG a una presentazione del settore delle biotecnologie e delle sue opportunità di investimento. Un tema affascinante ed estremamente complesso per i non addetti ai lavori.

Per chi non conoscesse il fondo BB Biotech, vi dico solo che Bellevue grazie a un team di gestione con background scientifico altamente specializzato e una lunga e solida esperienza nel settore biotech, propone ai suoi investitori il fondo a gestione attiva BB Biotech quotato a Zurigo e Francoforte, che ha come sottostante un portafoglio a gestione attiva tra le 20 e le 35 posizioni che garantisce oggi un rendimento da dividendo del 5% p.a.

Oltre alla presentazione del settore biotech e a come il team seleziona e gestisce il portafoglio titoli una consistente parte della presentazione era riservata all’aspetto innovativo dell’utilizzo di modelli di intelligenza artificiale a supporto dei processi decisionali del team.

In questo articolo vi fornisco alcuni spunti di riflessione e vi mostro alcune delle slides che sono state presentate dal management per entrambi i temi trattati.

Rialzo dei tassi e performance del Biotech

Iniziamo subito dalla dolenti note. Dopo la sbornia post-pandemia dove qualsiasi titolo del biotech – a iniziare da Moderna – ha visto gonfiarsi una bolla speculativa assurda grazie alle migliaia di trader casalinghi guidati dai social media (ricordate il gruppo “WallStreetBets” su Reddit? Ne abbiamo scritto in questo articolo) il settore ha preso il classico palo in faccia appena le banche centrali hanno cominciato il rapido e doloroso rialzo dei tassi di riferimento e l’affaire Covid si è sgonfiato dopo le campagne vaccinali di massa. I piccoli investitori sono evaporati come neve al sole: qualcuno ha guadagnato molto, tanti altri che avevano comprato sui massimi seguendo il branco ci hanno rimesso le penne.

Ma la situazione non è disperata come potrebbe sembrare, anche grazie alla liquidità accumulata dalle aziende farmaceutiche che hanno saputo sfruttare la pandemia Covid-19.

C’è però da sottolineare che, tranne pochi nomi ben conosciuti dal pubblico, le società biotech sono in prevalenza Small e Mid Cap che ricorrono all’indebitamento per portare avanti costosissime attività di ricerca che possono durare anni prima di arrivare a un prodotto commercializzabile, e hanno un’alta probabilità di finire come una bolla di sapone.

Quindi, il settore biotech ha sofferto l’aumento del costo del denaro dal 2021 a oggi come altri settori ad alta intensità di capitale (Energie rinnovabili, Utilities). Questa grafica mette in relazione proprio l’andamento del Biotech e la curva dei tassi di interesse. Se create un indice di correlazione lo vedrete chiaramente negativo.

Fonte: BB Biotech

L’esplosione della ricerca nelle biotech

Questo però non deve scoraggiarvi dall’analizzare questo interessante settore. Primo, perché se non ci fossero state le biotech con il Covid-19 non ce la saremmo cavata così in fretta e con (relativamente) pochi decessi. Secondo perché il settore è in continua e forte crescita a dispetto della complessità del lavoro, ai lunghi tempi per lo sviluppo e l’approvazione di nuovi prodotti e della difficoltà a ottenere finanziamenti con il costo del denaro alto.

Nel 2023 ci sono nel mondo ben 8.800 società che sviluppano farmaci! Ovviamente sul podio ci sono gli Stati Uniti, sia per densità di ricerca sia per numero di grandi aziende; segue l’Europa e poi la Cina. Da notare come stia emergendo anche una piccola pattuglia di società africane, che scommetto vedremo aumentare con il passare degli anni.

Fonte: BB Biotech

Il mercato farmaceutico USA traina vendite e ricerca

Parlando di Stati Uniti è anche interessante vedere il loro primato come mercato che traina l’innovazione. Nel grafico qui sotto è evidente come negli ultimi 30 anni la crescita del mercato farmaceutico americano (che ormai è quasi il 50% di tutto il fatturato globale) sia il motore per l’innovazione. D’altronde, lo sappiamo e ne abbiamo parlato anche su questo sito, la popolazione occidentale sta invecchiando, la vita media si allunga, il sovrappeso e l’obesità fanno la loro parte nel sviluppare problematiche sanitarie che richiedono sempre più cure e medicine per malattie croniche.

Fonte: BB Biotech

Processo di investimento di BB Biotech

Durante la conferenza è stato spiegato il processo di selezione utilizzato dal team per arrivare a scremare da migliaia di società candidate le poche che hanno le caratteristiche per entrare nel portafoglio. Non sto a tediarvi con spiegazioni magari un poco noiose per molti di voi, care lettrici e cari lettori, però ci tengo a mostrarvi la composizione del portafoglio attuale.

La predilezione del team è per le società che stanno sviluppando farmaci contro le malattie rare sebbene una fetta importante resti l’oncologia. C’è forte attenzione per le nuove tecnologie come RNA. Da sottolineare che in quanto a capitalizzazione, il portafoglio è concentrato per il 40% su 8 titoli a larghissima capitalizzazione (tra i quali Moderna) e il resto è parcellizzato su società a media e bassa e bassissima capitalizzazione, meno redditizie al momento. In questo modo il team di gestione può garantire sia la liquidita che il dividendo, che ricordo essere il 5% della media dei prezzi dell’azione nel mese di dicembre 2023.

Fonte: BB Biotech

L’uso dell’AI nel processo di selezione e gestione

La seconda parte della presentazione ha coinvolto uno dei Data Scientist dell’azienda. Il top management ha tenuto a sottolineare l’investimento che Bellevue sta facendo da tanti anni per acquisire competenze tecnologiche che aiutino il team di gestione nei gravosi compiti di selezione e gestione mediante l’automazione intelligente.

Per fare una due diligence c’è bisogno di analizzare migliaia di documenti e con l’esplosione del numero di società biotech investibili l’attività travalica i limite dell’umana capacità. Basti guardare i numeri qui sotto! Giusto per darvi un’idea, nel grafico a destra si indicano qualcosa come 58 milioni di pubblicazioni disponibili e 39 milioni di pratiche assicurative. Tutto a disposizione ma difficilmente consultabile da un analista umano in una vita intera.

Fonte: BB Biotech

Il team di BB Biotech si è quindi dotato di Data Scientists e di software di intelligenza artificiale che aiutano in molti compiti il Team di analisti e di gestori. Un progetto nato quasi 10 anni fa e in continua evoluzione seguendo il rapido sviluppo di nuove tecnologie che vengono introdotte rapidamente in azienda. Una strada tortuosa e non lineare come si vede dal grafico, dove qualcosa sviluppato faticosamente in azienda può diventare obsoleto in pochi mesi a causa della velocità di innovazione del mercato informatico attuale.

Fonte: BB Biotech

E’ il caso dell’adozione di ChatGPT (sempre quella, penserà qualcuno di voi) e di altri modelli di linguaggio naturale che vengono pazientemente addestrati dal gruppo di ricerca dedicato all’AI per farli diventare sempre più competenti nelle biotech. Qui sotto vedete un caso di utilizzo di ChatGPT nella predizione di cosa può causare il cancro.

Fonte: BB Biotech

Infine, giusto per darvi un’idea di quanto i vostri dati abbiano valore, dovete sapere che qualsiasi cosa voi andiate a fare in ospedale o vi venga prescritto come terapia, viene registrato e documentato dalla vostra assicurazione. Quello che si chiama “Insurance claim” è un set dettagliato di dati su di voi e la vostra situazione sanitaria, che viene costantemente aggiornato e può essere messo a disposizione di una macchina per estrarne conoscenza. Qui sotto vedete la scheda di un paziente oncologico che permette alla macchina di capire tutto quello che gli è stato prescritto dai medici, inoculato e quale è stata l’evoluzione della malattia in un determinato periodo di tempo.

Mettendo insieme milioni e milioni di schede paziente si ha un gigantesco cloud di dati che permette di derivarne dei modelli di comportamento e dei modelli predittivi.

Fonte: BB Biotech

Pazzesco vero? Questo è il caso applicato alla sanità ma la stessa cosa vale per i dati della vostra carta di credito, per gli accessi ai siti internet, ai tornelli della metropolitana, all’uso delle bici in sharing e via dicendo. Meditate gente, meditate! Con queste parole che vi inducono alla saggezza e alla prudenza quando regalate i vostri dati pensando che non valgano nulla (vero, Facebook?), termino la cronaca della presentazione di BB Biotech.

Dal momento che l’anno prossimo è probabile che le banche centrali torneranno ad abbassare i tassi di interesse, se e quando succederà il settore tornerà a essere privilegiato dagli investitori. Quindi vi consiglio di dare un’occhiata a questo interessante comparto economico e, ovviamente, anche al fondo BB Biotech.

Foto di copertina di Edward Jenner: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-lavorando-professionale-laboratorio-4032060/

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Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.