Come i nostri affezionati lettori sanno, tra i contributi di analisi che pubblichiamo sul sito ci sono quelli degli esperti di Global X. Il sito di questa società americana, che ha oltre 44 miliardi di dollari in gestione attraverso i suoi ETF tematici, è una vera miniera di informazioni e di analisi tematiche sui megatrend e di idee di investimento che vi consiglio di andare a leggere. C’è il sito per l’Italia ma è in inglese, quindi se non siete pratici della lingua vi suggerisco anche di usare un buon traduttore di pagine come DeepL.com che è il mio preferito da molto tempo.

Tornando al tema di cui voglio parlarvi oggi, le materie prime necessarie alla transizione energetica, ho scoperto che Global X a febbraio aveva pubblicato una lunga e dettagliata analisi dal titolo “Dieci domande sui materiali dirompenti al centro della transizione verso l’energia pulita” a cura di Madeline Ruid & Roberta Caselli.

Qui vi riporto alcuni estratti dell’articolo che vi esorto poi ad andare a leggere in originale sul sito di Global X. In sostanza, gli autori ci spiegano che “il mondo sta rapidamente adottando tecnologie pulite come i veicoli elettrici (EV), i sistemi di stoccaggio dell’energia a batteria, le celle a combustibile a idrogeno, i sistemi eolici e quelli solari. Alla base della produzione e delle prestazioni di queste tecnologie ci sono 10 minerali e materiali dirompenti“, che vengono elencati nella tabella seguente. 

Fonte: sito Global X

L’analisi di Ruid e Caselli si sviluppa rispondendo a dieci domande che fanno pensare e aprono nuovi orizzonti solo a leggerle.

1. Rame: Il motto “come va la Cina, così va il rame” è ancora valido?

2. Il nichel: In che modo le recenti mosse dell’Indonesia potrebbero influenzare i prezzi del nichel?

3. I metalli del gruppo del platino (PGM): I fondamentali sono favorevoli, ma come potrebbero influire i rischi geopolitici e la politica monetaria su platino e palladio?

4. Litio: Cosa stanno facendo le aziende per affrontare il crescente divario tra domanda e offerta di litio con l’aumento dell’adozione dei veicoli elettrici?

5. Grafite: Lo squilibrio tra domanda e offerta che ha fatto aumentare i prezzi della grafite nel 2022 è destinato a continuare?

6. Cobalto: Le prospettive a breve termine della domanda sono più deboli, ma quali sono le prospettive a lungo termine per i minatori e i raffinatori?

7. Manganese: Con l’estrazione e la raffinazione altamente concentrate e la nuova domanda di manganese che rappresenta un rischio per le catene di approvvigionamento, dove potrebbero espandersi le aziende?

8. Elementi delle terre rare: In che modo la crescita delle tecnologie pulite sta creando nuovi usi per gli elementi delle terre rare e sta influenzando la loro estrazione e produzione?

9. Zinco: come potrebbe posizionare lo zinco a breve e lungo termine la crisi energetica in Europa?

10. Fibra di carbonio: in che modo le infrastrutture cleantech, in particolare per l’energia eolica, possono sostenere la domanda a lungo termine di fibra di carbonio?

Queste le domande! Per le risposte vi lascio prima ragionare da soli, e vi esorto anche a fare le vostre ricerche in rete, o perché no, a chiedere alla tanto amata ChatGPT di darvi delle risposte. Poi andate sull’articolo originale per leggere come gli analisti di Global X rispondono a queste domande cruciali per il futuro dell’Europa.

Sono domande cruciali per il nostro destino dal momento che basta guardare alle indicazioni geografiche elencate nelle risposte per capire che con la transizione energetica il “Resto del Mondo” ha un vantaggio strategico nei confronti dell’Occidente. Cina, Indonesia, Russia, Cile, Sudafrica, Gabon, Congo, Australia, sono alcuni dei Paesi dove si estraggono le materie prime per la transizione energetica. Quindi anche a livello geopolitico c’è da farsi qualche (preoccupata) domanda. E a mio modesto parere, il “Nuovo Ordine Mondiale” passa anche dalla transizione energetica, che ne siamo consci o no. Bisognerà vedere se l’Occidente nei prossimi anni (e decenni) sarà in grado di competere per le risorse con il “Resto del Mondo” oppure finirà schiacciato dalle nuove potenze economiche.

A questo proposito, James Eagle, analista e “data visualizer” famoso su Linkedin come “Top Voice”, ha appena pubblicato la sua nuova grafica animata che mostra come dal 1992 a oggi si sia invertito il rapporto di forza tra i Paesi del G7 (Canada Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America) e i Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Meditate gente, meditate!

Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.