Come si muoveranno i megatrend con la nuova presidenza Biden? Se lo chiedono in molto sia negli Usa sia in Europa. “Con il giuramento di Biden a gennaio, ci aspettiamo di assistere a grandi cambiamenti nei trend tematici globali” confermano dal Team Investimenti di Fineco Asset Management.

L’influsso della presidenza Biden

La nuova Amministrazione che rimarrà in carica un quadriennio avrà un influsso importante sui mercati finanziari in una fase così delicata. L’obiettivo degli esperti di Fineco è quello di individuare le tematiche di investimento vincenti e perdenti in questo nuovo contesto.

Vediamole in dettaglio nell’analisi di Fineco AM.

Infrastrutture

Biden ha allocato 2mila miliardi di dollari per modernizzare le infrastrutture americane, ormai obsolete, con la diffusione di stazioni di ricarica elettrica e altri supporti fondamentali per l’elettrificazione, priorità chiave per i prossimi quattro anni. Questa considerevole iniezione di liquidità sarà probabilmente supportata da nuove regolamentazioni più eco-friendly. Incentiveranno il settore privato a espandere e migliorare i propri asset, spingendo una ulteriore crescita delle infrastrutture sostenibili. Per gli investitori le infrastrutture, essendo una delle leve chiave per la transizione energetica, costituiscono una storia di crescita secolare attraente.

Big Tech

Ci sono due rischi sulla profittabilità netta per le cosiddette Big Tech: le politiche sulla concorrenza e la moderazione dei contenuti. A prescindere dal successo o meno di Biden nel fare approvare regole più punitive, probabilmente ci sarà un’accresciuta pressione su operatori come Amazon, Alphabet e Facebook affinché moderino i loro contenuti e implementino politiche meno monopolistiche. Inoltre, seppur non siano specificamente indirizzati alle Big Tech, i piani di Biden di aumentare le tasse per le aziende dal 21% al 28% potrebbero rappresentare ulteriori sfide per queste aziende.

In realtà ci sono molte aree del settore tecnologico non influenzate da queste tematiche. Per esempio, il fintech, l’automazione industriale, trend emergenti come le infrastrutture 5G o il cloud computing ne sono praticamente immuni. È molto meno probabile che società che guidano questi trend strutturali siano colpite dal tipo di cambiamenti politici che Biden potrebbe introdurre, rispetto a società a mega-capitalizzazione invischiate in complesse dispute su privacy, contenuti e comportamenti anti-concorrenziali.

Sostenibilità

Quello della sostenibilità è un megatrend già riconosciuto, ma con la presidenza Biden può solo accelerare. Promettendo di riportare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi fin dal suo primo giorno di presidenza, Biden ha già segnalato che sostenibilità e lotta al cambiamento climatico saranno saldamente in cima alla sua agenda. Il presidente eletto ha poi affermato di portare gli USA sul sentiero della carbon neutrality entro il 2050, convogliando così una ondata di investimenti nell’economia “verde”.

Ad oggi, gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto a Europa e Cina nello sviluppo e nella implementazione di tecnologie verdi quali le auto elettriche, l’energia pulita e l’economia circolare. Ma potrebbero tornare sulla scena sotto il Governo a guida Biden. Molte società a stelle e strisce hanno già contribuito significativamente alla crescita e all’innovazione di tecnologie sostenibili, senza alcun supporto pubblico diretto. Con questa ulteriore spinta e la possibilità di ricevere sussidi e altri tipi di investimenti, potremmo vedere un grande passo in avanti nella rivoluzione green.

Approccio selettivo nei megatrend

“A nostro avviso, va implementato un approccio selettivo agli investimenti nel comparto tecnologico, favorendo temi specifici. Ad esempio il fintech o il cloud computing piuttosto che investimenti ampi sugli operatori più grandi – concludono dal Team Investimenti di Fineco Asset Management –

Molto dipende naturalmente dall’abilità di Biden nel far approvare le leggi necessarie in Senato. Se rimanesse a guida repubblicana, limiterebbe la capacità di Biden di implementare i cambiamenti necessari per raggiungere i suoi obiettivi. Ma la sua agenda è chiara e, presumendo una relazione amichevole con il Congresso, dovremmo vedere passi in avanti”.