Mi sono arrivate molte domande dei lettori che chiedono qual è la reale situazione dei mercati finanziari. La paura per un possibile scoppio della bolla degli azionari si accompagna all’incertezza del se e del quando.

Per rispondere alle domande in questo articolo vi mostro alcuni grafici della presentazione mensile che ho fatto ai miei clienti due settimane fa. La presentazione completa dura oltre un’ora ed è un servizio di videoconferenza mensile che vendo ai professionisti della finanza e si compone di una settantina di grafici che esplorano tutto l’universo intermarket del mio modello “Ruota de Mercati”.

Spiego il mio metodo di analisi intermarket nel libro “La Ruota dei Mercati Finanziari” (Hoepli, 2018) e nel corso di formazione che tengo online due volte all’anno.

Il petrolio muove l’economia e segnala il “fine corsa”

Questo mese la presentazione è iniziata con l’asset che solitamente la chiude. Il petrolio. E’ infatti interessante vedere come la corsa del petrolio dai minimi di aprile 2020 a oggi sia inarrestabile e come essa spieghi la ripartenza del mondo (e soprattutto dell’economia americana).

Lascio a voi analizzare questo grafico che mostra a sinistra il prezzo del petrolio su scala trimestrale dal 1996 a oggi e a destra il dettaglio in timeframe settimanale. si noti la forza del prezzo che ha violato la trendline storica trentennale.

Grafico di lungo e breve termine del future Crude Oil – Fonte: Tradingview.con su elaborazione di Andrea Forni

Il petrolio gioca però un ruolo anticipatore del “fine corsa” dei mercati azionari. Storicamente infatti i titoli energetici diventano market leader quando ci si avvicina al tipo del mercato azionario. Il petrolio con le sue fiammate rialziste scatena inflazione che a sua volta storicamente ha portato l’economia in recessione nei mesi successivi. QUi sotto una grafica con il riassunto del ruolo del petrolio nei top di mercato.

Il ruolo del petrolio in analisi intermarket – Fonte: Andrea Forni, Investireneimegatrend.it

La curva di Phillips funziona ancora? Sembra di sì!

Il rischio inflazione è ormai un fatto certo, o almeno così sembrerebbe. D’altronde il mondo perfetto degli ultimi dieci anni con inflazione zero, tassi zero e liquidità in eccesso per tutti dovrà prima o poi finire con un brusco risveglio.

La fiammata inflattiva – Fonti: FT.com e WSJ.com

Chi ha studiato economia conosce la curva di Phillips che mette in relazione il tasso di inflazione con il tasso di disoccupazione. La curva che ne deriva su assi cartesiani mostra la relazione inversa tra i due fenomeni. Questo valeva 50 anni fa come vale oggi. Ecco perché negli USA a fronte di una fiammata inflattiva la disoccupazione si è così abbassata che non si riesce a coprire i posti vacanti.

Negli USA scarseggia il personale. Fonte: vari articoli del FT.com

Nell’incertezza l’investitore sta alla finestra

Ogni mia analisi intermarket inizia dal sentiment. tra i tanti indicatore io privilegio il Fear&Greed Index della CNN e il classico VIX (con tutti i suoi fratelli e cugini). Ebbene, il Fear&Greed mostra un sentiment neutrale. Ergo, nell’incertezza gli investitori tirano i remi in barca e stanno in attesa.

Fonte: CNN Money

Ma se guardiamo il VIX notiamo qualcosa che dovrebbe preoccuparci. Un’analisi molto interessante è proposta dal sito Real Investment Advice che vi consiglio di leggere spesso. Si prende il VIX, lo si mette in scala inversa e lo paragona all’indice S&P500. Cosa vedete?

VIX in scala inversa e S&P500. I triangoli segnalano l’inversione del trend dell’azionario con buona accuratezza. Fonte: www.RIA.com

Le commodity segnalano pericolo

Se non vi bastano questi segnali, vi mostro per ultimo il grafico che prediligo tra i 70 del mio modello intermarket. E’ la relazione tra S&P500 (risk-on) e i paniere delle commodity CRB Index (risk-off). Questo grafico negli ultimi 30 anni ha dato solo 4 segnali. Tutti FONDAMENTALI!!!

L’inversione del ratio segnala con 5-6 mesi di anticipo l’inversione del trend dell’S&P500. Qui vedete solo dal 2007 a oggi. Notate l’inversione del ratio da maggio 2020 e la violazione della trendline storica che segue il movimento “Bump-and-run” del ratio SPX/CRB.

La relazione tra S&P500 e CRB Index – Fonte: Tradingview.com su elaborazione di Andrea Forni

Le mie conclusioni

Chi ha letto il mio libro “La Ruota dei Mercati Finanziari” (Hoepli, 2018) o ha partecipato in passato a una delle edizioni del corso di formazione in analisi intermarket conosce bene il concetto di Business Cycle, inventato da quel genio dell’analisi tecnica di nome Martin J. Pring di cui vi consiglio di leggere questo suo articolo con la sua previsione di inizio anno.

Ebbene, secondo Pring siamo ormai da sei mesi in Fase 4 e stiamo per entrare in Fase 5. Quando? Chi lo sa! E la correzione degli azionari quanto sarà profonda? Chi lo sa! Per il momento gran parte degli indici azionari del mio modello è ancora impostata al rialzo sebbene gli oscillatori indichino divergenza negativa e gli indicatori “non di prezzo” stiano lampeggiando rosso. Ma non ho la sfera di cristallo per prevedere il momento esatto dei top e dei bottom, altrimenti oggi sarei ricco sfondato e mi annoierei a bordo del mio yacht ai Caraibi.

Però, da umile analista tecnico-finanziario certificato IFTA CFTe vi dico che oggi abbiamo tutti i segnali per stare in guardia… e io ve ne ho mostrati solo tre dei tanti comparsi nel mio modello intermarket” Ruota dei Mercati”. E come dice il proverbio: “Trader avvisato, mezzo salvato“.

Altre analisi con il modello “Ruota dei Mercati”

Tutti gli articoli di analisi e trading li trovate nelle categoria “Analisi” e nella sottocategoria “Trading Journal“. Qui sotto una selezione di quelli di analisi intermarket:

Foto di copertina: Foto di Anna Nekrashevich da Pexels

Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista