In questi mesi troviamo centinaia di articoli sul boom delle criptovalute propulse dalle parole (e dagli acquisti) di Elon Musk oltre al fatto che il grande pubblico ha conosciuto la CryptoArt grazie alla vendita record di un immagine digitale da parte di Christie’s (come abbiamo scritto in questo articolo). ma qual è il loro costo ecologico?

Pochi si sono chiesti qual è il costo in termini di impatto ecologico delle attività di “mining” delle cryptocurrency. Ovvero, quanta energia viene consumata? E come viene prodotta? Riporto qui solo tre articoli tra le decine che ho trovato sull’argomento.

Il Bitcoin sta mangiando la Terra

Il primo è quello comparso il 13 marzo sul Daily Mail dal titolo “How Bitcoin is eating the Earth: Computers creating ‘worthless’ cryptocurrency drive global warming as they use vastly more electricity than all the internet giants combined“.

Come si vede già dal titolo, è fortemente critico e le tesi sono documentate da dati e grafici molto chiari. Nell’articolo leggiamo che “il 2 marzo, il consumo energetico stimato di Bitcoin ha raggiunto il suo tasso più alto di sempre, toccando un impressionante 130,90 terawattora (TWh) annualizzati.” Per avere un metro di paragone, il consumo elettrico dell’intera Gran Bretagna è di 300 TWh all’anno! E quanto riferito viene valorizzato dalla dichiarazione di Bill Gates che il 9 marzo, ha spiegato l’impatto negativo che l’estrazione di Bitcoin ha sull’ambiente.

La crescita dei consumi di elettricità per minare Bitcoin va di pari passo con l’aumento delle quotazione dello stesso. Ecco qui uno dei grafici riportati dal Daily Mail.

Fonte: Daily Mail

Il costo ecologico della Crypto Arte

A rinforzare questa convinzione arriva un altro articolo, pubblicato su Medium a dicembre 2020 da Memo Atken, artista digitale tra i più noti della scena della CryptoArt. Ecco qui alcuni dei suoi lavori più celebri.

Fonte: sito di Memo Atken

Nel lungo articolo dal titolo “The Unreasonable Ecological Cost of #CryptoArt (Part 1)” l’artista spiega il suo punto di vista, mettendo nero su bianco i costi ecologici che vedete in questa figura. Inoltre lancia un “Hybrid Manifesto” che potete leggere sul sito Flash Art.

Fonte: Medium, articolo di Memo Atken citato

Una voce contraria

Ovviamente ci sono anche voci contrarie. Una di queste è Roger Huang, esperto di blockchain che scrive per Forbes. Huang nell’articolo del 16 febbraio 2021 dal titolo “Arguments That Bitcoin Harms The Environment Through Wasteful Emissions Miss The Mark” dice che le argomentazioni che il bitcoin causa tonnellate di emissioni di carbonio e degrado ambientale mancano il bersaglio. Ci sono argomenti tecnici e tattici specifici da fare… tra i quali l’uso crescente di energia rinnovabile all’interno della rete“.

Inoltre l’autore cita l’esperienza della provincia cinese di Sichuan. Il Sichuan soffre di sovraccapacità elettrica dovuto all’ambizioso progetto della diga delle Tre Gole che produce un eccesso di energia che non può trovare utilizzo a prezzi ottimali e che quindi attrae la maggior parte dei minatori di bitcoin cinesi che nel Sichuan trovano energia a bassissimo costo che altrimenti andrebbe sprecata.

Conclusioni

Questi solo tre esempi di un dibattito sociale ed ecologico che è solo alle prime battute. Più la nostra società verrà digitalizzata (e con essa anche il sistema della moneta come abbiamo scritto a proposito dell’Euro digitale) e maggiori saranno gli effetti del Climate Change nei prossimi anni più mi aspetto di assistere a scontri in materia di impatto ambientale delle crypto, della digitalizzazione (e delle tecnologie ad esse correlate).

Un tema che anche l’investitore privato dovrà tenere in considerazione essendo un fattore di rischio nello scenario di investimento nel settore tecnologico.

Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista