Uscito venerdì scorso il nuovo Rapporto Annuale del Censis che fa una fotografia dell’Italia tra luci e ombre. Dal 56° Rapporto ne esce un “Paese che vive in uno stato di latenza”. In tre anni abbiamo vissuto quattro crisi profonde: la pandemia nel 2020, poi l’impennata del costo della vita, la guerra in Europa, e la crisi energetica. Quattro pugni in faccia in un tempo così breve da lasciare intontito chiunque. E l’italiano medio si chiede: “Dove siamo?”

I lettori di questo sito la risposta la conoscono già! Siamo in un momento di transizione globale, stiamo passando dalla “grande moderazione” alla “grande volatilità” e un “nuovo ordine mondiale” è in fase di sviluppo. Il Censis analizza il problema dal punto di vista della società italiana e dell’impatto che questo sconvolgimenti stanno portando a noi cittadini di un’Italia bellissima ma fragile in molti aspetti.

Il comunicato stampa che potete leggere a questo link o cliccando l’immagine qui sotto è molto articolato e fornisce una sintesi dei capitoli in cui è articolata l’analisi.

Fonte: Censis.it

Qual è il succo del discorso? Lo spiegano bene le parole della presentazione che vi metto qui di seguito: “Il nostro Paese, nonostante lo stratificarsi di crisi e difficoltà, non regredisce grazie allo sforzo individuale, ma non matura. Riceve e produce stimoli a lavorare, a mettersi sotto sforzo, a confrontarsi con le ferite della storia, ma non manifesta una sostanziale reazione: rinuncia alla pretesa di guardare in avanti. Vive in una sorta di latenza di risposta, in attesa che i segnali dei suoi sensori economici e sociali siano tradotti in uno schema di mappatura della realtà e dei bisogni, adattamento, funzionamento. La società italiana aspetta di divenire adulta, si affida alle rendite di posizione e di ricchezza, senza corse in avanti affronta i grandi eventi delle crisi globali con la sola soggettiva resistenza quotidiana. Ma un prolungamento della fase latente della vita sociale comporta il rischio di una sorta di masochistica rinuncia, senza forza e ambizione, a ogni tensione a trasformare l’assetto sistemico e civile della nostra società. Una sorta di acchiocciolamento nell’egoismo, di avvolgimento a spirale su se stessa della struttura sociale che attesta tutti a traguardi brevi.

Ovvero, ragazzi (e ragazze) diamoci una mossa o qui non va da nessuna parte! Soprattutto faccio appello ai giovani che hanno energia e voglia da vendere, ma faccio appello anche alla mia generazione, Baby Boomer e GenX dai capelli grigi che oggi siedono ai posti di comando del Paese e che spesso non ascoltano le esigenze dei più giovani e tendono a conservare ciò che hanno raggiunto piuttosto che innovare per migliorare il futuro.

Infatti, spiega ancora il Censis: “Lo sforzo di autoconservazione, l’istinto a resistere e a conservare convenienze individuali, il contenimento dei doveri di solidarietà, lo scivolamento in basso degli investimenti sociali hanno finito per appiattire tutto sull’esistente; e nulla come la conservazione dell’esistente genera più contraddizioni e diseguaglianze, perché l’individuale adattarsi al mondo smarrisce ogni responsabilità collettiva di futuro.

I lettori che hanno poco tempo a disposizione possono leggere gli estratti dei vari capitoli del Rapporto che trovano sulla pagina indicata del comunicato stampa oppure possono vedere la presentazione video su Youtube di un’ora circa. Chi a tempo e voglia di leggere tutto il Rapporto può scaricarlo (a pagamento) dal sito del Censis.

Fonte: Youtube

Foto di copertina: Foto di Davi Pimentel: https://www.pexels.com/it-it/foto/colosseo-roma-italia-2064827/

Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.

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