Per la recensione della domenica oggi vi propongo il nuovo numero della rivista Limes. Come al solito il termine “rivista” è riduttivo essendo più un libro che un patinato giornale da sfogliare dal parrucchiere.

Prima di parlarvi del numero in edicola dal titolo “La guerra continua“, che potete anche acquistare in formato digitale sul sito di geopolitica Limes (che non mi stancherò mai di consigliare ai nostri lettori e alle nostre lettrici) è doveroso fare una premessa citando l’articolo che pubblicai il 14 agosto 2022 dal titolo “Ormai non è “se” ma “quando”“.

Se vi ricordate (altrimenti andate a rileggervi quell’articolo) gli analisti geopolitici di Limes dall’inizio del conflitto in Ucraina hanno coniato il termine “La Guerra Grande” per spiegarci che “no, non è ancora terza guerra mondiale; ma sì, è Guerra Grande, sua plausibile premessa.”

Infatti, “Guerra mondiale non si nasce, si diventa” secondo gli autori di quel numero di Limes. “È stato così per le prime due, canonizzate tali quando infuriavano da tempo. Dopo il 24 febbraio, ci chiediamo se non stiamo vivendo la terza. Le immagini dei carri armati russi che penetrano in Ucraina, terremotando lo spazio intermedio fra Mosca e Berlino già epicentro europeo del primo e del secondo conflitto globale, annunciano l’inizio del terzo atto?

Il perché è semplice e lo sappiamo tutti. La Guerra Grande contrappone Americani e Russi attraverso l’Ucraina. Con il terzo (quarto) incomodo, la Cina, che ne studia le mosse, le debolezze, e probabilmente ha già stabilito quando sferrare il pugno a Taiwan.

A mio parere il numero oggi in edicola di Limes, di cui vedete la copertina qui sotto, è il seguito di quella rivista uscita a metà agosto. E a distanza di sei mesi i fatti stanno sempre più dando ragione alla visione degli analisti di Limes.

copertina limes
la copertina di Limes

Leggendo l’introduzione di questo numero c’è poco da stare allegri. “Mai nella storia i massimi imperi si sono trovati contemporaneamente in crisi. Al punto da tutti temere per la propria esistenza. Condizione intollerabile per chi dalla nascita coltiva una grandiosa idea di sé. I colossi fiutano il pericolo prima degli altri. L’aria rarefatta che si inala alle vette della potenza eccita la sensibilità al declino. Ne fa ossessione. Facile perdere il controllo. E finire fuori strada, trascinando con sé rivali, soci e passanti. Se poi i protagonisti dispongono di armi definitive, tanto evolute da potersi rivoltare contro chi presume di maneggiarle, scatta l’allarme generale.” 

Poi viene il richiamo alla Guerra Grande. “Questa è, se vi pare, la Guerra Grande. Una sola certezza: è appena cominciata e nessuno può immaginarne la fine. Nemmeno l’inizio è fuori discussione, acclarato che la sgangherata marcia su Kiev avviata da Putin il 24 febbraio 2022 si voleva preludio alla parata della vittoria, non alla prolungata guerra d’attrito fra America e Russia in ripida scalata verso lo scontro diretto... Guerra Grande, appunto, disegnata dai tre protagonisti – Stati Uniti, Cina e Russia – in due teatri principali. Con la prima coppia di antagonisti in frizione sempre meno fredda nell’Indo-Pacifico, mentre russi e americani si affrontano lungo i bordi dell’Eurasia occidentale, fra Mar Nero e Baltico, epicentro Ucraina“.

E poi arriviamo al fallimento dell’Occidentalizzazione del globo. Io ne ho parlato ormai da anni, facendo anche vedere a clienti (prima) e lettori del sito (poi) la mia idea di Nuovo Ordine Mondiale, giusto o sbagliato che sia, semplificato o meno, è però uno schema che aiuta a ragionare. Se non l’avete visto andate a questo articolo del sito.

scenario nuovo ordine globale andrea forni
Il mio scenario del “Nuovo Ordine Mondiale” – Fonte: Report di Analisi Intermarket di febbraio 2022

Gli autori di Limes a proposito del fallimento dell’Occidente spiegano una cosa sorprendentemente banale per chi come noi si nutre di megatrend! “Non si gestisce un pianeta di otto miliardi abbondanti di umani, con più di duecento Stati e diverse migliaia di rilevanti attori informali o non statuali, come fossimo nel 1914, quando una manciata di imperi europei si spartiva insieme al nascente colosso americano un mondo popolato da meno di due miliardi di anime. Di cui oltre metà trattati da subumani, giuste le gerarchie razzistiche omologate all’epoca. Le asimmetrie demografiche e le divaricazioni nell’età mediana fra soggetti e continenti contigui – massimo il caso della faglia euro-africana che divide Caoslandia da Ordolandia a ridosso della nostra frontiera con le Libie – potranno decidere nel medio periodo di conflitti effettivi o latenti. E ci costringeranno a ritoccare le frontiere fra i due emisferi“. Non vorrei citare quanto abbiamo scritto già nel 2020 nell’ampia sezione dedicata al megatrend demografico del nostro libro “Investire nei megatrend del futuro“, ma tant’è. C’è invece da chiedersi perché i politici e i decisori dei grandi Paesi occidentali non capiscono questa verità, o fanno orecchie da mercante.

Concludendo, anche questo numero di Limes è scritto molto bene, ma come sempre non è facile da leggere. E’ però utile, intrigante e fa pensare. Insomma, un altro numero da collezionare, sperando che almeno questa volta gli analisti si siano sbagliati!

Andrea Forni

Di Andrea Forni

Founder di Investirobot.com e co-founder di questo sito. Esperto di scenari d'investimento tecnologici, ambientali e demografici. Iscritto OCF | IFTA CFTe | Trader professionista

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