Questa settimana sto lavorando al nuovo “Approfondimento Intermarket mensile ” che sarà disponibile da venerdì 1 aprile. Nel report di aprile, che chiude il primo trimestre del 2022, guarderemo alla strategia delineata nell’Outlook Previsionale pubblicato a inizio gennaio, faremo il punto situazione e cercheremo di rispondere a una sola domanda: “Quale strategia per il secondo trimestre?”

Una parte di questo corposo documento (che comprende macroeconomia, analisi dei mercati finanziari, analisi delle manovre monetarie e tanto altro) è ovviamente relativa agli effetti della guerra in Ucraina.

Il primo trimestre: la tempesta perfetta

E date le premesse che vedete nella slide dell’Executive Summary che apre l’Approfondimento intermarket di aprile, rispondere alla domanda: “Quale strategia per il secondo trimestre?” richiede qualche sforzo di analisi in più rispetto ai bei tempi (ormai) passati. E tanti, tanti grafici!

La slide di apertura del nuovo Approfondimento Intermarket di Aprile

Usiamo i grafici per capire lo stato del mondo

Come sapete io prediligo guardare i grafici piuttosto che leggere decine di pagine di report (leggo anche quelli, ovviamente) dal momento che un grafico a colpo d’occhio racconta più di mille parole. E indica, sapendolo leggere, dove va il nostro pazzo mondo.

Tra le tante fonti informative che sto usando per documentarmi sull’impatto economico, sociale e geopolitico della crisi ucraina ho trovato veramente utile il sito OurWorldInData.org che ha creato la sezione speciale “War in Ukraine” tutta dedicata ad analizzare i temi sottostanti questa guerra.

OurWorldInData.org i lettori del nostro sito e del libro “Investire nei megatrend del futuro” dovrebbero già conoscerlo, essendo una delle mie fonti preferite dove cercare risposta alle mie domande e dove trovare nuovi spunti creativi.

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Spese militari e guerre nel mondo

In questi giorni si è dibattuto molto della decisione presa da Europa e USA di aumentare drasticamente le spese militari. In Europa si arriverà al 2% del PIL di ciascuno stato membro. Ma qual è la situazione nel mondo? Ci viene utile il Military Expenditure Database, dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), che vediamo qui sotto. Sebbene i dati siano al 2020 si noti che (oltre all’Arabia Saudita e all’Algeria) la Russia e la Ucraina sono tra i Paesi che spendono la più larga quota di PIL in Difesa. Già questo grafico ci può spiegare l’incredibile resistenza all’avanzata russa da parte degli ucraini.

Fonte: SIPRI Military Expenditure Database, Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI)

Sempre sul sito OurWorldInData.org troviamo un grafico che ci spiega il livello di conflittualità nel mondo, tratto dal lavoro di AA.VV. “Organized violence 1989-2020, with a special emphasis on Syria”, Journal of Peace Research 58(4). Si noti che gran parte dei conflitti attuali sono “guerre civili” mentre i conflitti tra Stati sono relativamente pochi e i conflitti coloniali o imperiali sono praticamente scomparsi. Almeno finora!

Fonte: AAVV,  “Organized violence 1989-2020, with a special emphasis on Syria”, Journal of Peace Research 58(4)”

Energia, altro tema scottante

Altro tema scottante (è il caso di dirlo) è l’approvvigionamento energetico. Sempre nella sezione speciale dedicata alla crisi ucraina troviamo numerosi grafici che ci aiutano a capire la situazione.

Prendiamo ad esempio il grafico delle riserve di carbone, energia fossile schizzata alle stelle e di cui si ritorna a fare sempre più uso in Europa. Almeno a parole, visto che questo grafico ci mostra dove sono le maggiori riserve di minerale. Ahi, sono in Russia. E in Ucraina! Oltre che in Nord America, in Asia e in Australia. Di carbone ne troviamo ben poco in Europa (Germania e Polonia) e nulla in Italia… come vediamo dal grafico tratto dal BP Statistical Review of World Energy 2021.

Fonte: BP, Statistical Review of World Energy 2021

Peraltro il carbone, di cui nessuno parla perché non è “politically correct”, è sporco, inquinante e anche brutto da vedere (tanto che lo si regala ai bimbi cattivi alla Befana), è ancora oggi tra le fonti energetiche più utilizzate al mondo, come ci mostra il grafico elaborato con dati tratti dal libro di Vaclav Smil (autore già recensito in questo sito) “Energy Transitions: Global and National Perspectives” e dal BP Statistical Review of World Energy.

Fonte: Vaclav Smil (2017). Energy Transitions: Global and National Perspectives. & BP Statistical Review of World Energy.

Carenza di cibo

La guerra in Ucraina scatenerà una grave carenza di cibo, secondo autorevoli fonti. Si parla già di “economia di guerra” e fame nel mondo. Sempre il sito OurWorldInData.org ci viene in aiuto per fare analisi su questo tema, grazie alla sua favolosa sezione dedicata all’agricoltura. Per visitarla cliccate questo link. Qui sotto vedete un grafico che ci racconta chi sono i maggiori produttori di mais. Scommetto che la risposta la conoscete già!

Fonte: Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) (2021)

Conclusioni

Spero che questo breve articolo vi abbia fatto scoprire un’incredibile fonte (autorevole e verificata) di dati e grafici per le vostre ricerche e analisi. Vi esorto ad esplorare il sito OurWorldInData.org e la sua sezione dedicata alla guerra in Ucraina, e poi ad ampliare le vostre ricerche sui tanti argomenti che vi passano per la testa.

Nel frattempo io completerò il nuovo numero dell’Approfondimento Intermarket di aprile che sarà in vendita da venerdì 1 aprile al solito prezzo di 50,00 euro (iva inclusa). Venerdì uscirà un articolo con la descrizione del contenuto, qualche anticipazione (e magari anche un breve video) e, ovviamente, il link per l’acquisto.

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Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.

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