Il 2020 ha confermato l’antico detto “anno bisesto, anno funesto” ma si è anche rivelato uno degli anni più interessanti e profittevoli per chi ha saputo cogliere le opportunità fornite dall’ampia volatilità di mercato creata dalla pandemia di Covid-19.

In questo articolo (l’ultimo mio prima del Natale) cercheremo di guardare alle opportunità che ci ha regalato il mercato in questi 12 mesi.

L’aspetto psicologico e il Covid-19

Una premessa è d’obbligo. Per cogliere queste opportunità bisognava riuscire a superare lo sconforto, il dolore e lo smarrimento in cui tutti eravamo immersi ed avere la mente (abbastanza) lucida per non farsi trascinare dall’emotività.

Nel mio caso, facendo il trader indipendente da un ventennio, sono allenato a valutare a mente lucida avvenimenti drammatici come le crisi finanziarie, guerre, eventi naturali catastrofici e cigni neri.

Ho sviluppato “scenari” per ogni situazione e sono abituato a lavorare chiuso in un buco davanti a un monitor. Ma non ero pronto a gestire l’impatto psicologico della pandemia!

titoli di giornale a marzo 2020

In questo specifico caso l’elemento “pandemico” con tutti i suoi risvolti di dolore e insicurezza ha influito non poco sulla mia capacità di tenere la barra del timone ben dritta e guardare l’orizzonte. E non avevo uno scenario apposito!

Mi ha aiutato la meticolosità nell’applicare le mie metodologie di analisi e trading spiegate nel libro “La Ruota dei Mercati finanziari” e la capacità di costruire al volo scenari tematici per cogliere l’opportunità.

Lo scenario Covid-19

Un esempio è lo scenario “Covid-19” che avevo proposto ai miei clienti il 12 marzo 2020 in piena pandemia, partendo dai titoli già presenti nel libro “Investire nei megatrend del futuro” che stavamo ultimando di scrivere. Avevo ragionato su cosa potesse servire a una popolazione chiusa in casa a lavorare, studiare e svagarsi. E quali tecnologie potevano supportare questi bisogni. Qui sotto il portafoglio che ha reso dal 12 marzo a oggi il 74% in USD e il 67% in EUR (scontando il tasso di cambio) con rendimenti pazzeschi per alcuni titoli come Twilio (+338%) e Zoom (+254%).

Il portafoglio Covid creato il 12 marzo equi-pesando ogni asset. Valori in EUR fittizi Elaborazione SimplyWallSt.com

A parte i miei scenari d’emergenza, di cui avete solo visto una piccola parte qui sopra, vediamo come è andato il mercato in generale.

Vincitori e vinti del 2020

Per guardare le performance dei mercati in generale utilizzo due strumenti gratuiti ma potentissimi: Finviz.com e StockCharts.com che affiancano egregiamente le mie piattaforme di analisi preferite TradingView.com e SimplyWallSt.com.

Secondo la classifica di Finviz.com, utilizzando i contratti future, i vincitori del 2020 sono le commodity (ex-energy) che entrano in blocco nelle prime 10 posizioni. Ultime classificate le commodity energetiche. Le frecce indicano i mercati azionari con il Nasdaq100 sul podio grazie al ruolo giocato dalla tecnologia anche durante la pandemia.

Fonte Finviz.com

Con StockCharts.com ho la situazione delle cryptovalute contro USD, che hanno fatto numeri a colori quest’anno. Come ho già scritto altrove, io non opero sulle crypto per il semplice motivo che non ho trovato correlazioni con il mio modello intermarket “Ruota dei mercati”. Vincitore è il LINK con 610%, seguito da ETH con +386%. fantastico vero? A saperlo prima, eh?

Performance delle crypto – Fonte: Stockcharts.com

Gli Hedge Fund. Un capitolo a parte

Tra Quant e Robinhooders chi ha vinto nel 2020? Si è molto parlato sui media specialistici della performance negativa degli Hedge Fund.

All’articolo recente del Financial Times “A terrible, horrible, no-good year for quants” che focalizza l’attenzione sul disastro dei fondi Quant (o gestiti con AI) troviamo l’articolo dell’Economist “Why 2020 has been rotten for quant funds” che ne spiega i motivi.

Qui vi mostro l’analisi fatta da Aurum che gestisce un database proprietario con 4000 Hedge Funds che gestiscono 2,9 trilioni di USD.

Come vedete le performance peggiori sono quelle dei Quant. Vedremo come andrà nel 2021 che dovrebbe in teoria essere un anno “più normale”…

Fonte: Aurum.com

I Robinhooders. Un altro capitolo a parte

Nel 2020 è stato creato un nuovo termine: “Robinhooders”. Sono quei piccoli traders americani (e traders improvvisati durante la pandemia), che per sopravvivere si sono messi a “scommettere” in Borsa attraverso la piattaforma Robinhood, che per inciso sta pensando di quotarsi.

Ci sono varie analisi in rete sia sulla piattaforma e il suo modello di business (che utilizza la “gamification”, costi zero e gli influencer per attirare nuovi clienti) sia sulle performance di questi ultimi. Come in questo articolo di MarketWatch “Robinhood investors are beating the stock market — and here’s the data that proves it“.

La cosa interessante, per noi addetti ai lavori, è che questi nuovi piccoli trader privati puntano a titoli ad alto rischio e sono spesso guidati da “guru” che possiamo anche vedere in azione sul canale Twitch. Come TheStockGuy, un trader che ha 57.000 follower e trasmette le sue sedute di trading online a riprova della commistione tra trading, gioco e spettacolarizzazione.

In ogni caso, tra Quant e Robinhooders chi ha vinto nel 2020? Questo è stato l’anno dei piccoli traders! E infatti questo è il grafico dei rendimenti tratto dall’articolo di cui sopra.

I guadagni dei Robinhooders – Fonte: MarketWatch.com

Io non sono un Robinhooder ma non posso lamentarmi della mia performance 2020. Ho chiuso a oggi con un +45% e tutti i mesi in positivo (il mese migliore è stato marzo) ma riguardando il trading journal avrei potuto fare molto meglio, con un pizzico di lucidità in più e maggiore voglia di rischiare (restando nei parametri del mio money management).

Se volete vedere la tabella di analisi delle mie performance e un esempio del mio giornale di trading andate sul mio sito www.investirobot.com alla sezione Metodologie.

Conclusioni

A mio modesto parere, il 2020 si è rivelato un anno dove le performance si facevano con una combinazione di stock picking su temi prima sconosciuti e timing di entrata sia Short sia Long. se poi si fosse riusciti a comprare sul minimo creato dal panico degli operatori al 16 marzo (mente lucida e nervi d’acciaio) e a tenere gli asset fino a oggi si sarebbe fatto l’en plein.

A condizione di non essere troppo esposti a febbraio. Ma per chi avesse lavorato con l’analisi intermarket come faccio io (con la metodologia “Ruota dei Mercati”), già nel quarto trimestre del 2019 si erano accese molte lampadine gialle e rosse che consigliavano prudenza e di liquidare le attività in portafoglio non strategiche.

Poi, il mio stile tipico da trader mi fa privilegiare operazioni in swing veloci per limitare l’esposizione a mercato. Certo, per il 2020 sarebbe stato meglio adottare la strategia buy-and-hold da metà marzo. ma con il senno di poi, tutti sono bravi!

Concludendo, visto che noi parliamo di megatrend, sono convinto che il Covid-19 non vada a inficiare i temi d’investimento tipici dei megatrend. E’ una battuta d’arresto di uno o due o tre anni in trend ultradecennali, come lo sviluppo del turismo globale o lo stesso sviluppo delle megalopoli. Ha però accelerato lo sviluppo dei trend tecnologici e sociali più legati all’uso della tecnologia digitale e all’alfabetizzazione informatica.

AUGURI DI BUON NATALE E BUONE FESTE!


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