I “Cani 2021” performano meglio del Ftse Mib, il loro benchmark naturale. A poco più di un mese dall’implementazione del portafoglio (che per comodità parte solitamente con le quotazioni dell’ultima seduta dello scorso anno) il risultato è lusinghiero. Vediamo i numeri in dettaglio.

I due portafogli

Come avevamo descritto nell’articolo in cui presentavamo i portafogli per il 2021 (qui) la situazione anaomala in cui ci siamo trovati a causa della cancellazione dei dividendi da parte di molte società (obbligatoria nel caso delle banche) ci ha portato a disegnare due portafogli distinti. Uno chiamato “classico” (basato sui rendimenti dei dividendi effettivamente erogati) e l’altro di “consensus” basato invece sulle previsioni di distribuzione di dividendo da parte degli analisti.

I risultati dei “Cani 2021 – classico”

Il Ftse Mib, rispetto all’ultima seduta del 2020, segna un rialzo dell’1,33 per cento. Il portafoglio “10 Dogs” registra per ora un +2,51%, grazie soprattutto alle performance di A2A (+9,35%), Poste (+6,61%), Enel (+5,45%) e Generali (+4,84%). Il Portafoglio “5 Dogs” sale dell’1,30% mentre il cosiddetto “Portafoglio PPP” (di un solo titolo, Hera) si ferma a +0,67%.

I “Cani 2021 – consensus”

Più lusinghieri i numeri di questo secondo gruppo di portafogli, che presenta una sovrapposizione di alcuni titoli rispetto al precedente (tra cui tre dei migliori, A2A, Poste e Generali). Quello del “10 Dogs” sale del 3,06%, quello “5 Dogs” del 2,41% e infine il “Portafoglio PPP” (che in questo caso è Intesa SanPaolo) del 2,01 per cento. Il benchmark rimane chiaramente il Ftse Mib (+1,33% da inizio anno).

Come si costruiscono i portafogli

Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib. Ordinando i 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs”: alla base del metodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. I due portafogli sono tutti equipesati, ovvero ogn

Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato.

Nel passato, storicamente, i vari portafogli sul Ftse Mib si sono ben comportati. Ne abbiamo parlato diffusamente nel libro “La Ruota dei mercati finanziari” edito da Hoepli. Vedremo nei prossimi mesi se i “Cani 2021” continueranno a performare meglio del Ftse Mib!

Massimiliano Malandra

Di Massimiliano Malandra

Co-founder di questo sito. Analista fondamentale e quantitativo, socio Aiaf e giornalista professionista dal 2002. Esperto di approccio risk parity. Autore di vari libri.