Il rapporto annuale “State of the World” del WorldWatch Institute uscito nel 2011 lanciava l’allarme sull’eco-sostenibilità dell’attuale modello economico anche per il settore alimentare. La sfida per nutrire (e dissetare) la popolazione mondiale che raggiungerà i nove miliardi di individui nel 2050 è ardua: sono in gioco la sopravvivenza dell’umanità stessa e la salute del pianeta Terra. I dati riportati nel libro sui consumi di energia, granaglie, carne e materie prime necessarie a sostenere la popolazione mondiale sono stupefacenti e terrificanti allo stesso tempo. E’ già certezza che l’attuale modello di sviluppo non potrà sostenere l’impatto demografico e la crescita dei paesi emergenti senza devastare irrimediabilmente il pianeta. Il rapporto di concentra sul problema alimentare che oggi incide sulle nazioni più povere dove oltre un miliardo di persone sono sottonutrite o malnutrite, a dispetto dello spreco di cibo e dei milioni di obesi della società occidentale. La particolarità del libro è di fotografare lo stato del problema ma anche di mostrare la strada per risolverlo, attingendo a casi reali ed esperimenti in corso di esecuzione in varie parti del mondo. Il libro parla di cibo ma è anche un viaggio attraverso l’Africa, vero laboratorio dove si sperimentano tecniche di coltivazione e allevamento alternative, servizi e prodotti innovativi per l’agricoltura, tecnologie sostenibili di lavorazione del cibo e di stoccaggio che riducono gli sprechi e usano energia verde. La battaglia è su due fronti: da un lato il cambiamento climatico che rende ampie zone non più coltivabili, dall’altro la necessità di aumentare la produttività dei terreni senza creare squilibri nel delicato ecosistema. Nutrire la popolazione mondiale è uno dei supertrend del futuro, con ripercussioni nel presente: il fenomeno del “land grabbing” in Africa, Sud America e Asia è oramai noto, così come l’impennata inflazionistica dei prezzi degli alimentari che ha impatto sull’economia domestica. Una lettura appassionante, consigliata a chi sa guardare lontano.

Questo rapporto, insieme ad altri più aggiornati, ci hanno stimolato nello scrivere il corposo capitolo “Investire nella dieta del futuro” del nostro nuovo libro Investire nei megatrend del futuro.

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