Per la recensione del libro della domenica oggi ho scelto l’ultima fatica di Carlo De Benedetti dal titolo “Radicalità. Il cambiamento che serve all’Italia“, edito da Solferino. Un libretto di 90 pagine e del costo di una decina di euro che mette in chiaro il pensiero dell’autore sulla situazione italiana. Pensiero peraltro già espresso molte volte in pubblico da De Benedetti.

Ho scelto questo libro sia come ideale prosecuzione del discorso avviato domenica scorsa dalla recensione di Max Malandra del libro di Luca Ricolfi “La società signorile di massa” (qui la recensione) sia per il fatto che mi è capitato di sedere a fianco di De Benedetti durante una conferenza a Trento qualche tempo addietro. Sebbene l’imprenditore abbia ormai una certa età, ricordo che era intento a mandare messaggi con il cellulare a una velocità che avrebbe fatto invidia a un sedicenne, ma contemporaneamente (sebbene sembrasse immerso nel dialogo digitale) era anche vigile su quanto diceva il relatore tanto da fermarlo per puntualizzare una cosa che non gli sembrava corretta. La velocità di pensiero e di azione di quest’uomo mi portò a leggere i suoi scritti.

Ovvio, De benedetti è un imprenditore e un personaggio che ha fatto la storia d’Italia, può piacere o non piacere, però ha sicuramente qualcosa da dire. Iniziando dalla condizione di disagio sociale, economico, intellettuale in cui è piombata l’Italia negli ultimi due decenni.

Snocciolare qualche numero tratto dal libro può aiutare. L’autore ci spiega che: “La china discendente su cui oggi si trova l’Italia si inclina sempre di più a causa di due grandi minacce che stanno erodendo non solo la nostra, ma tutte le democrazie: le crescenti disuguaglianze e il disastro ambientale.”

Per quanto riguarda le disuguaglianze credo che ciascuno di noi se ne renda conto. De Benedetti al proposito spiega che “Le disuguaglianze aumentano esponenzialmente nel mondo, aggravate dalle crisi politiche, economiche e, non da ultimo, sanitarie. Tra il 2020 e il 2022, i dieci uomini più ricchi del pianeta hanno più che raddoppiato il loro patrimonio, che ora ammonta a sei volte quello del 40% più povero (3,1 miliardi di persone). In Italia oggi 2 milioni di famiglie – 5,6 milioni di individui – vivono in povertà assoluta ed è a rischio di scivolarci il 25% dei cittadini: un italiano su quattro. E se post-Covid l’occupazione è risalita, non si tratta però di lavoro stabile né dignitoso, se consideriamo che l’11,8% dei lavoratori si classifica come working poor (contro una media europea già alta, del 9,2%).

Per l’emergenza climatica credo che tutti la stiamo vivendo sulla nostra pelle e anche i più scettici si saranno convinti che a prescindere dalle cause (sia che si tifi per l’ipotesi del ciclo naturale sia che si tifi per la colpa dell’uomo) qualcosa di grave sta accadendo.

De Benedetti si rammarica di vedere l’Italia, un tempo meravigliosa, andare a pezzi. le prime righe del libro ce lo dicono: “Da almeno dieci anni, l’Italia si trova in una stagnazione che prelude alla decadenza. La corruzione, che pervade ogni ambito della nostra vita civile, ne è l’espressione e la spia, come è avvenuto in tutti i cicli della storia. Le soluzioni che la politica oggi propone sono tutto fuorché all’altezza…”

Il problema è che questo scenario non è solo circoscritto all’Italia. Ma è comune in Europa e nel resto del mondo. E quindi servono soluzioni radicali che De Benedetti suggerisce, ovviamente partendo dal ruolo della sinistra, perché oggi c’è bisogno (secondo l’autore) di un nuovo socialismo.

Mi fermo qui, ma vi invito a leggere questo nuovo libro che potremmo mettere in un ipotetico scaffale insieme a “La dittatura europea” di Ida Magli, a “La fine del ceto medio” di Gaggi e Narduzzi, e all’ultimo di Ricolfi.

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Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.

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