Per la recensione del libro della domenica oggi vi parlo di un libro, che io oserei definire “catastrofista”. Questo libro, il primo dei quattro (sulla stessa lunghezza d’onda) che tratteremo nelle prossime settimane, ci racconta un aspetto del mondo del prossimo futuro.

L’autore è ben conosciuto dai lettori e dalle lettrici di questo sito, visto che si tratta  del famoso stratega geopolitico indiano Parag Khanna, di cui abbiamo già recensito uno dei suoi best-seller (che io considero il suo capolavoro), quel “Connectography“, scritto nel 2016 e pubblicato in italiano da Fazi Editore.

Vi rimando alla recensione sul nostro sito ma giusto per chi non ha tempo da perdere ricordo qui che cosa si intende con la parola “connettografia” inventata dall’autore stesso: “La connettografia è la teoria che descrive una mappa geopolitica in cui ai confini nazionali si sostituiscono quelli di grandi regioni metropolitane, in grado di sviluppare connessioni di tipo logistico ed economico ad alto tasso di innovazione tecnologica nel campo dei trasporti, delle infrastrutture, degli approvvigionamenti energetici, della comunicazione“.

Fatta questa premessa, considero il libro di oggi la continuazione del discorso che l’autore ha iniziato a fare nel 2016, quando ha descritto le innumerevoli possibilità che ha oggi la popolazione globale di connettersi e di viaggiare.

Già il titolo ci può fornire degli indizi: “Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanità” ci racconta come, secondo l’autore, una serie incredibile di disgrazie (che lui chiama potenti forze globali) o meglio una serie di megatrend obbligheranno miliardi esseri umani a migrare nei prossimi trent’anni.

Il libro in recensione

La prima forza è il cambiamento climatico, che sta accelerando i suoi nefasti effetti e porterà intere regioni del Pianeta a essere inabitabili o difficilmente abitabili.

Ma a parte questo stiamo già assistendo da secoli a migrazioni per trovare lavoro (pensiamo solo alla storia d’Italia con le migrazioni di inizio secolo per le Americhe, poi le migrazioni interne da Sud a Nord, poi le migrazioni nel dopoguerra verso Belgio e Germania). Ci sono poi le migrazioni causate dalle guerre, l’ultima l’abbiamo davanti agli occhi con milioni di ucraini scappati dalla loro terra. E infine, molti di noi, nel loro piccolo, sono stati “migranti” per qualche anno spostandosi nelle città universitarie più prestigiose, sia in patria sia all’estero.

Parag Khanna ci spiega che da sempre l’Uomo cerca la stabilità ma è costretto a migrare. Anche 25.000 anni fa una parte dell’umanità dovette scappare dalla Glaciazione per salvarsi la pelle. Ma le migrazioni portano anche benessere, scambio di idee, di sapere e di culture.

Un libro molto interessante, che forse ci aiuterà a guardare con occhi diversi i tanti migranti che arrivano sulle nostre coste superando immani fatiche e rischiando la vita tra deserti e mari. Si mettono in viaggio perché paradossalmente cercano stabilità e un posto dove mettere radici.

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Di Andrea Forni

Co-founder di questo sito. È autore e coautore di libri e analisi sui temi dell'economia, della finanza e dei megatrend oltre a centinaia di articoli pubblicati dal 1989 a oggi da primarie riviste, quotidiani e siti tra i quali: Borsa & Finanza, Advisor, Trader's Magazine, Bollettino Associazione Banche Popolari, Sf Rivista di Sistemi Finanziari, Parabancaria, ITForum News. E' iscritto all'OCF (Organismo dei Consulenti Finanziari) e detiene la certificazione internazionale IFTA CFTe.

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